Mafie: Caselli, “è un problema nazionale che sottrae 330 miliardi di euro all’anno alle nostre comunità”

“Il rapporto tra mafie, politica, imprenditoria non è un capitolo regionale, una modesta realtà periferica. È problema nazionale, di qualità della nostra democrazia”. Non usa mezzi termini Gian Carlo Caselli, presidente onorario di Libera, per dire che occorre “rompere con gli stereotipi, con quelle certezze che condizionano le nostre prospettive”. “Il riduzionismo o il negazionismo di questo rapporto si declina attaccando lo strumento del concorso esterno in associazione mafiosa”, ha denunciato Caselli aprendo i lavori di “Contromafiecorrzuone”, l’evento promosso da Libera, in corso all’Angelicum di Roma fino a domenica. “L’economia illegale ci costa 330 miliardi l’anno”, ha scandito il presidente onorario di Libera sottolineando che “meno mafia, meno evasione, meno illegalità vuol dire più risorse, più possibilità di avere cose utili per vivere meglio”. “La legalità – ha spiegato – non è questione di guardie e ladri, ma ci interessa tutti, da vicino; interessa ‘noi’”. Non solo: “la legalità non è solo una cosa bella e giusta, ma utile e vantaggiosa. L’antimafia conviene perché assicura prospettive concrete”. Per questo, ha detto, “occorre trasformare la conoscenza e lo studio in energia volta al bene comune”.

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