Azione Cattolica: Caimi (storico della pedagogia), “vita interiore e apostolato” i capisaldi della gioventù maschile e femminile

(Milano) L’impegno educativo dell’Azione cattolica dalla fondazione, avvenuta nel 1868, alla prima metà del Novecento: su questo tema si è concentrata la relazione di Luciano Caimi (Università Cattolica) al convegno in corso a Milano. Fra gli innumerevoli aspetti toccati dallo storico della pedagogia, due sottolineature sono state riservate ai rami femminile e maschile dei giovani dell’associazione. “Sino dagli inizi, la spiritualità della Gioventù femminile”, con la figura di riferimento di Armida Barelli, “ricca d’influssi sul versante educativo, presentò tratti distintivi. Penso, innanzitutto, alla prospettiva cristologica, con al centro l’icona del Sacro Cuore, alla quale si saldò quella della Regalità di Cristo, caratterizzante il magistero di Pio XI. In quest’ottica teologico-spirituale figurava poi l’insistito richiamo circa il primato della grazia”. “Meditazione ed eucaristia costituivano i capisaldi per l’alimento della ‘vita interiore’. Ecco, la coltivazione di una robusta vita interiore costituiva – ha spiegato Caimi – presupposto e fondamento per l’apostolato. Rappresentava, inoltre, indispensabile presidio per rinvigorire le virtù morali. Senso del dovere, responsabilità, coerenza, lealtà, letizia, prudenza, laboriosità, riservatezza erano tratti significativi della ‘gieffina’. Ma, più d’ogni altra virtù, la purezza, alla stregua del settore maschile, fu individuata come chiave di volta per l’edificazione di una personalità cristiana apostolicamente militante. Moda, ballo, carnevale, romanzi, costituivano le fonti di maggiori preoccupazioni per le responsabili della Gioventù femminile”.
Anche nel settore maschile, che ebbe in Giuseppe Lazzati un educatore “esemplare”, “la questione educativa rimaneva al centro dell’attenzione. Il rapporto fra vita spirituale e attività apostolica rappresentava sempre punto nevralgico del piano educativo: la prima doveva costituire fondamento e alimento della seconda. Occorre perciò evitare l’immagine di una Gioventù cattolica dell’epoca del tutto sbilanciata sull’attivismo esteriore. La scommessa stava sempre più diventando quella di dare sostegno alle varie iniziative apostoliche, senza sminuire però il valore educativo e spirituale della proposta”.

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