Azione cattolica: la “vitalità educativa” dell’associazione e le sfide nella nuova stagione ecclesiale e culturale

(Milano) Il convegno su “L’impegno educativo dell’Azione cattolica italiana in centocinquant’anni di storia”, in corso nella sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, è proseguito nel pomeriggio con sette voci volte ad approfondire sia il tema generale sia alcuni elementi ed esperienze specifiche nell’arco del secolo e mezzo di storia dell’associazione laicale. La “vitalità educativa” dell’Ac – pur in contesti culturali, sociali ed ecclesiali profondamenti trasformati nel tempo – è stata sottolineata sia nell’introduzione di Carla Francesca Ghizzoni (Università Cattolica), sia nella relazione di Fulvio De Giorgi (Università degli studi di Modena e Reggio Emilia) intitolata “L’Ac e la formazione della coscienza”. De Giorgi ha tracciato una direttrice storica in cui l’associazione, senza mai rinunciare all’impegno originario dell’apostolato (evangelizzazione), col tempo arricchisce il proprio profilo verso la formazione della coscienza, “cella interiore dello spirito”. Un’educazione cristiana “personalistica” – intuita da Giovanni Battista Montini sin dagli anni ’30 del Novecento – che scommette sulla coscienza, appunto, e sulla libertà e responsabilità dell’individuo.
Sul “rinnovamento dell’Azione cattolica nella riflessione di Giuseppe Lazzati” si è soffermato invece Luciano Pazzaglia (Università Cattolica): Lazzati, in un lungo percorso associativo – dalle responsabilità dei giovani milanesi negli anni del fascismo fino ai rapporti con Vittorio Bachelet, presidente del dopo Concilio – insisterà “sull’impegno di formare cristiani veri” quale elemento fondamentale per portare il vangelo nella vita di ogni giorno, nella società e nella politica, in relazione al fluire del tempo. Tre le comunicazioni seguite: “L’Ac e la formazione all’impegno civico” (Andrea Dessardo, Università europea di Roma); “I testi formativi dell’Ave nel primo ventennio della sua attività editoriale” (Paolo Alfieri, Università Cattolica); “I periodici giovanili” (Ilaria Mattioni, Università Cattolica). Le conclusioni dei lavori sono state tratte da Simonetta Polenghi, direttrice del dipartimento di Pedagogia dell’ateneo milanese.

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