Comunità Sant’Egidio: card. Kasper, “vive di misticismo con gli occhi aperti su poveri e bisognosi”

La Comunità di Sant’Egidio “parla e vive di un misticismo non con gli occhi chiusi, ma con gli occhi aperti sui poveri e sui bisognosi”. Lo sostiene il cardinale Walter Kasper, teologo e presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, intervenuto alla presentazione, questa sera a Roma, del libro di Andrea Riccardi “Tutto può cambiare – Conversazione con Massimo Naro” (edizioni San Paolo), uscito in occasione del cinquantesimo anniversario della Comunità. Parlando dei segni dei tempi, Kasper richiama Gaudium et spes e la sua opzione per i poveri. “La povertà – spiega – è uno dei segni dei tempi e la sfida privilegiata da cogliere per la cristianità nel mondo”. Per quanto riguarda la Comunità di Sant’Egidio, osserva, “si nutre del Vangelo. È comunità del popolo di Dio che si raduna per ascoltare che cosa Dio ha deciso e per realizzare la sua volontà nel mondo”. E su “Tutto può cambiare”, il titolo del volume, commenta: “Mi ha suscitato una certa sorpresa – ammette –, perché per Dio nulla è impossibile ma per noi umani no. Tuttavia, per colui che crede tutto è possibile. Chi crede partecipa in qualche modo all’onnipotenza divina”. “Una teologia laica – conclude Kasper – può cambiare tutto non con violenza, ma con mitezza e misericordia che comprendano le situazioni”.

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