Diocesi: Como, Via Crucis con l’arcivescovo Delpini (Milano) sulle orme del beato Ildefonso Schuster

“Dopo più di 70 anni abbiamo il privilegio di vedere l’arcivescovo di Milano venuto nuovamente ad inginocchiarsi di fronte a colui che i comaschi amorevolmente chiamano “Ul Signur de Comm”. Sono queste le parole con cui padre Enrico Corti, rettore del santuario del SS. Crocifisso in Como ha accolto questo pomeriggio l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, arrivato per presiedere la celebrazione della via Crucis alla presenza del vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, e del vescovo emerito di Como, mons. Diego Coletti. “La nostra mente – ha proseguito padre Corti – corre al 17 giugno 1945, al termine della 2° guerra mondiale, quando il beato cardinal Ildefonso Schuster, pose sul capo del Crocifisso la nuova corona, donata dai numerosi devoti; quella stessa corona che oggi lei può vedere cingere il capo del Taumaturgico Crocifisso”. Quello del 1945 fu un gesto di ringraziamento da parte della cittadinanza comasca che si era affidata al Crocifisso chiedendo protezione dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Al suo arrivo in basilica, l’arcivescovo Delpini ha sostato in preghiera all’altare di san Girolamo Emiliani (fondatore dell’Ordine religioso dei padri Somaschi). Presso la cappella è esposta alla venerazione dei fedeli la Croce del miracolo, che il 25 marzo 1529 spezzò le catene poste all’altezza della chiesa di san Bartolomeo. Nella cappella erano presenti anche altre reliquie: lo zucchetto di san Carlo Borromeo; lo zucchetto del beato cardinale Ildefonso Schuster (che incoronò il Crocifisso al termine della seconda guerra mondiale); la croce pastorale e il sudario del beato cardinale Carlo Andrea Ferrari.

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