Legalità: mons. Satriano (Rossano-Cariati), “ognuno accenda la sua luce e la Calabria potrà tornare a fiorire”

“Ognuno di noi accenda la sua luce e la Calabria potrà tornare a fiorire e sarà una gioia grande e meravigliosa”. Lo ha detto sabato sera a Castiglione Cosentino (Cs) mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano-Cariati, intervenendo all’ottava edizione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime della ‘ndrangheta”, organizzata dall’associazione “Più di cento. Tana per la legalità”. “La mafia e la ‘ndrangheta sono dei bubboni e dei tumori che ci rendono senza dignità”, ha detto il presule, che ha ricordato come “dignità significa onore a noi stessi”. “Favorite”, il verbo che mons. Satriano ha posto al centro della riflessione, in riferimento a una classica espressione di invito e accoglienza dei “meridionali”. “Questo verbo dà identità, è il punto di partenza per costruire una comunità del noi, perché solo questa costruisce le relazioni. Noi non possiamo rimanere alla finestra, non possiamo delegare ad altri, ad esempio alla magistratura, per riparare le nostre indifferenze. Piuttosto, dobbiamo spostarci sull’orizzonte della concretezza per costruire realtà comunitarie pensanti”. Per mons. Satriano, “abbiamo bisogno di grembi generativi come la famiglia e la scuola, oggi troppo soggetta a logiche economiche; bisogna ancora riprendere il valore dell’esempio”. L’arcivescovo ha evidenziato come “bisogna aprire percorsi per resistere, cioè per tornare ad esistere noi stessi, prendendo in mano la nostra esistenza”; “dobbiamo ridare dignità al nostro vivere quotidiano”, ha proseguito, invitando a “tessere il noi non solo con i vicini di casa e con gli amici, ma anche con chi abbiamo offeso”. Infine, “non occupiamo spazi, ma apriamo percorsi per togliere le catene che ci opprimono”.

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