Messa crismale: card. Bassetti (Perugia), “non possiamo chiuderci nelle chiese e nelle sacrestie”

“La nostra non è una funzione, ma una missione: prima di ‘fare i preti’ ci è chiesto di ‘essere preti’. La nostra identità sorge da una particolare chiamata e consacrazione a Cristo. Con l’ordine sacro Cristo ha toccato la profondità del nostro essere e ci ha resi sacramenti personali di sé”. Lo ha evidenziato, ieri sera, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nell’omelia della Messa crismale del Mercoledì Santo nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia. “Se la consacrazione è la fonte, la missione è l’orizzonte e l’obiettivo. La missione ci stacca dagli ormeggi sicuri del culto per inviarci al mondo, nel mondo e per il mondo”, ha sottolineato il cardinale. Per questo “non possiamo chiuderci nelle chiese e nelle sacrestie. Andiamo come poveri tra i poveri di Dio, recando nelle mani l’umana povertà della sua ricchezza: la Parola e i sacramenti. È proprio quell’annunciare il lieto messaggio ai poveri, quel fasciare i cuori spezzati di cui il testo di Isaia, prima, e poi la Parola di Gesù rendono vivo il nostro ministero. Verso i poveri, sulla strada della missione, non possiamo andare armati di noi, preoccupati delle nostre tranquillità e dei nostri calcoli”. “Oggi, si è adempiuta questa scrittura, che voi avete udito coi vostri orecchi”. Quest’affermazione di adempimento, che conclude il parlare di Gesù, ha osservato il porporato, “segue anche il cammino di consacrazione e di missione della nostra Chiesa, perché possiamo anche noi esprimere la nostra povera e luminosa lode a Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue”.
Infine, rivolgendosi ai numerosi giovani presenti, in particolare ai cresimandi, ha affermato: “La Chiesa ha fiducia in voi, perché c’è una sola vita da vivere e, a noi adulti, genitori, educatori, sacerdoti prima della nostra vita ci preme la vostra! In vista del Sinodo dei Giovani, vi dico con Papa Francesco: prendete in mano la vita con decisione ed energia, non consegnatela a nessuno, per essere protagonisti attivi della costruzione di una società più giusta e fraterna. La politica, le istituzioni vanno bene ma la Chiesa e la società hanno bisogno di voi. Date impulso all’uscita missionaria della Chiesa. Il Papa vuole le vostre mani, il vostro cuore per continuare a costruire il mondo di oggi; non lo vuole costruire da solo, vuole costruirlo con voi”.

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