Messa crismale: card. Sepe (Napoli), “il ministero del sacerdote è una consegna totale e definitiva a Cristo e alla sua Chiesa”

“È anzitutto il ministero sacerdotale la via della propria santificazione, nel senso che tutto quello che voi fate, sentite, pensate e dite lo fate come presbiteri, come ministri di Cristo e della Chiesa”. Lo ha detto, ieri sera, il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, nella Messa crismale, celebrata in cattedrale, insieme con i vescovi ausiliari e tutti i sacerdoti della diocesi. “Questo – ha chiarito – comprende una profonda e sincera fede che non prescinde dalla realtà umanizzata della nostra gente: quando celebrate l’Eucaristia e gli altri sacramenti voi siete reimmersi nel mistero pasquale e dunque dimorate ‘in Cristo’; quando annunziate la Parola, ascoltandola e pregandola, nutrite voi stessi e vi lasciate santificare dalla Parola stessa; quando offrite la misericordia di Dio, voi impegnate la vostra vita di misericordia; quando vi piegate sui corpi malati; quando vi inginocchiate a lavare i piedi dei fratelli, voi vi santificate”.
La santificazione del presbitero è, dunque, “azione di Dio che chiama personalmente, ci mette a parte, ci sceglie e ci distingue tra molti ma sempre a favore dei molti; di tutti, senza distinzione o preclusioni. A questa azione di Dio deve corrispondere la nostra obbedienza e responsabilità, coinvolgendo tutto noi stessi, senza limitazioni o sconti o deviazioni o sotterfugi”. Il nostro ministero, ha concluso, “è un abbandono, è una consegna totale e definitiva a Cristo e alla sua Chiesa. È l’esempio che ci ha dato Gesù quando si è abbandonato fiducioso al Padre, fino all’offerta sacrificale di se stesso, della propria vita, del proprio corpo: offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio”.

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