Messa crismale: mons. Marino (Savona-Noli), “Dio e la gente” sono “due amori non alternativi, che danno unità alla vita del prete”

“Il prete è l’uomo dell’unzione, è l’uomo dello Spirito. E senza unzione diventa un gestore di cose sacre. Perché è l’unzione che lo mette in cammino”. Lo ha detto, ieri sera, mons. Calogero Marino, vescovo di Savona-Noli, celebrando, in cattedrale, la Messa crismale, alla quale ha partecipato anche il vescovo emerito, mons. Vittorio Lupi. “Parlo per me, e non giudico nessuno: ma quando ungo poco e mi chiudo nelle mie abitudini e sicurezze, faccio esperienza di una solitudine stanca e mi allontano da Gesù e dalla gente”, ha affermato il presule. Quindi citando don Milani, mons. Marino ha spiegato: “Noi preti siamo fatti per un solo amore, per Gesù, altrimenti ci perdiamo. Anche se poi non possiamo che innamorarci della gente, come scrive don Milani ai suoi ragazzi un anno prima di morire: ‘Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto'”. Per il vescovo, “Dio e la gente” sono “due amori non alternativi, che danno unità alla vita del prete. Ed è l’unzione che rende reale, affettuosi e non ideologici, questi due amori”. Infine, il presule ha invitato a un momento di preghiera silenziosa con queste intenzioni: “Chiedo ai preti di ricordare i volti e i nomi di chi vi è affidato … e a voi, religiosi e laici, chiedo di ricordare i vostri preti, anche nella nostra miseria e fragilità. Perché continuiamo a fare sinodo, cioè a camminare insieme, unti dallo stesso Spirito…”.

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