Messa crismale: mons. Moraglia (Venezia), “annunciare la speranza è prendere per mano chi fatica ed è un beneficio per la società”

“Dobbiamo esser capaci di testimoniare l’amore che ci ha salvati gratuitamente e, soprattutto, dobbiamo annunciare con ogni mezzo la gioia di Gesù risorto”. Così mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, rivolgendosi ai sacerdoti della diocesi nell’omelia della Messa crismale celebrata questa mattina nella basilica cattedrale di san Marco. Oggi, ha osservato, “si è poco inclini ad ascoltare i maestri; si guarda piuttosto ai testimoni, a persone e comunità gioiose e, quando la gioia non è forzatura ideologica o recitazione del momento, ma qualcosa che plasma interiormente a partire dalla fede, dalla speranza e dalla carità”, allora “è contagiosa, convince, aiuta ad evangelizzare, converte”. “Siamo salvati personalmente e comunitariamente dal suo amore gratuito; questa deve essere la certezza che accompagna il nostro ministero sempre”, ha ammonito Moraglia mettendo in guardia dal peccato che spinge a “porsi sopra il Vangelo, piegandolo al pensiero dominante del tempo in cui viviamo”.
L’annuncio cristiano “è testimonianza serena e gioiosa di una verità detta con amore e di un amore vissuto nella verità; è annuncio di una vita riconciliata capace di speranza”. Pertanto, annunciare la speranza è per ogni comunità cristiana “un dovere e consiste nel prendere per mano chi fatica o addirittura non trova più motivi per vivere. Annunciare la speranza è, così, beneficare il prossimo e la società”. Al termine della celebrazione il patriarca ha donato ai sacerdoti il libro intitolato “La festa del perdono con Papa Francesco”, curato dalla Penitenzieria Apostolica e edito dalla Libreria Editrice Vaticana. “In esso – ha spiegato – potrete trovare i suoi interventi più significativi in tema di accompagnamento spirituale e indicazioni preziose sul discernimento nell’ambito del sacramento della confessione”.

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