Papa Francesco: messa crismale, prete vicino è “prete di strada”, che “c’è sempre e parla con tutti”. “Vicinanza” è non “classificare” le persone. No alla “cultura dell’aggettivo”

foto SIR/Marco Calvarese

“La vicinanza è più che il nome di una virtù particolare, è un atteggiamento che coinvolge tutta la persona, il suo modo di stabilire legami, di essere contemporaneamente in sé stessa e attenta all’altro”. Lo ha spiegato il Papa, che nell’omelia della messa crismale presieduta oggi nella basilica di San Pietro ha fatto notare che “quando la gente dice di un sacerdote che è vicino, di solito fa risaltare due cose: la prima è che ‘c’è sempre’- contrario del ‘non c’è mai’: ‘Lo so, padre, che lei è molto occupato’ – dicono spesso. E l’altra è che sa trovare una parola per ognuno. ‘Parla con tutti – dice la gente –: coi grandi, coi piccoli, coi poveri, con quelli che non credono… Preti vicini, che ci sono, che parlano con tutti… Preti di strada’”. L’esempio citato da Francesco è quello di Filippo, che “andava di luogo in luogo annunciando la Buona Notizia della Parola predicando in tutte le città, e queste si riempivano di gioia”. “Filippo era uno di quelli che lo Spirito poteva ‘sequestrare’ in qualsiasi momento e farli partire per evangelizzare, andando da un posto all’altro, uno capace anche di battezzare gente di buona fede, come il ministro della regina di Etiopia, e di farlo lì per lì, lungo la strada”. “La vicinanza è la chiave dell’evangelizzatore perché è un atteggiamento-chiave nel Vangelo”, ha detto il Papa: “Noi diamo per acquisito che la prossimità è la chiave della misericordia, perché la misericordia non sarebbe tale se non si ingegnasse sempre, come buona samaritana, per eliminare le distanze”. “Credo però che abbiamo bisogno di acquisire meglio il fatto che la vicinanza è anche la chiave della verità”, la tesi del Papa: “Si possono eliminare le distanze nella verità? Sì, si può. Infatti la verità non è solo la definizione che permette di nominare le situazioni e le cose tenendole a distanza con concetti e ragionamenti logici. Non è solo questo. La verità è anche fedeltà, quella che ti permette di nominare le persone col loro nome proprio, come le nomina il Signore, prima di classificarle o di definire la loro situazione”.” E qui c’è questsa abitutine brutta della cultura dell’aggettivo”, ha aggiunto il Papa a braccio: “Questo è così, questo è tale… Questo è figlio d Dio! Poi avrà le sue virtù e i suoi difetti: ma la verità è la persona, non l’aggettivo fatto sostanza”.

 

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