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Siria: Lowcock (Onu), da fine febbraio uccise più di 1700 persone nella Ghouta orientale

(da New York) “Più di 1.700 persone sono state uccise in operazioni militari e attacchi aerei sulla Ghouta orientale dalla fine di febbraio”. Lo ha dichiarato martedì Mark Lowcock, sottosegretario per gli affari umanitari e coordinatore delle emergenze per le Nazioni Unite, descrivendo la tragedia di questa area periferica di Damasco all’incontro dei 15 membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Almeno 28 sono stati gli attacchi alle strutture sanitarie solo nell’ultimo mese e più di 70 dall’inizio dell’anno. “Questi mesi sono tra i peggiori”, ha continuato, descrivendo la devastante situazione degli sfollati che “vivono in rifugi sovraffollati e male attrezzati, dove si registrano gravi carenze d’acqua, e di servizi e strutture igieniche”. Lowcock ha ribadito che le agenzie delle Nazioni Unite ei loro partner stanno lavorando duramente per fornire supporto alle persone bisognose, sfidando anche la sicurezza fisica degli operatori umanitari che continuano la loro opera nonostante i combattimenti continuati. “Ci vengono date briciole, convogli occasionali e spesso prima degli incontri con il Consiglio di sicurezza – ha continuato senza mezzi termini Lowcock – ma 5,6 milioni di siriani in necessità non possono vivere di briciole”. L’invito pressante del sottosegretario per gli affari umanitari è stato quello di esercitare un’influenza collettiva su tutte le parti in campo al fine di garantire l’accesso degli aiuti e il rispetto della risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza, in cui si chiedeva l’immediata cessazione delle ostilità e l’evacuazione degli ammalati. Il conflitto in Siria ha superato in durata la seconda guerra mondiale e dal suo inizio, nel marzo 2011, oltre 13 milioni di siriani dipendono dagli aiuti umanitari e tra questi ci sono i 6,1 milioni di sfollati interni e gli oltre 5,5 milioni di rifugiati oltre confine. E questo mentre un terzo delle case e delle residenze del Paese sono state distrutte, mentre 2,75 milioni di bambini non vanno a scuola e circa due terzi di tutti i minori hanno perso una persona cara, la casa e riportano traumi legati alla guerra.

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