Casa della carità: Milano, Pasqua in ascolto di esclusi e sofferenti. Don Colmegna: “Chiesa in servizio”

Il triduo pasquale è iniziato ieri sera alla Casa della carità di Milano con la messa in Coena Domini e la lavanda dei piedi con i senza dimora aiutati dalla Casa. “Da due anni sono fra gli oltre mille utenti del servizio docce e guardaroba della Casa della carità. Ma in questo Giovedì santo – spiegano da via Brambilla – per Jalal, Mario, Mohamed, Diop e Chami, e per altri senza dimora che solitamente trovano rifugio tra via Padova e la stazione di Greco o che sono seguiti dall’unità di strada ‘Strade nuove’, è stata la prima volta a cena nella mensa” solidale.

Con questo momento di convivialità, la Casa della carità ha aperto le celebrazioni del triduo che, come spiega il presidente della Fondazione don Virginio Colmegna “per noi è sempre un momento di grande intensità, spirituale e umana”. “Animati dall’esempio di Papa Francesco, abbiamo voluto vivere questo tempo facendoci Chiesa in servizio o, come avrebbe detto don Tonino Bello, Chiesa del grembiule, invitando alla messa in Coena Domini e al rito della lavanda dei piedi alcune delle persone senza dimora che in questi anni abbiamo conosciuto”.
“Con lo stesso spirito, insieme a loro, ai nostri ospiti, operatori e volontari e con le tante persone che in questa settimana vivono e animano la Casa, come i giovani scout di Potremoli e del campo di formazione nazionale Agesci, ci siamo seduti alla stessa tavola per condividere una cena fraterna, indossando tutti una bella spilla su cui si legge: ‘Perché nessuno sia escluso’”, conclude don Colmegna. I riti del triduo pasquale alla Casa proseguono oggi con la celebrazione della Passione di Cristo, alle 15 nella cappella, e alle 20.45 con la Via Crucis. Sabato 31 marzo alle 21 Veglia pasquale (in cappella) e domenica 1 aprile alle 12 messa di Pasqua nella Resurrezione del Signore.

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