Disabilità: Falabella (Fish), “elementi positivi e lacune piuttosto serie” nel nuovo contratto Rai

“Ci sono degli elementi positivi, ma permangono delle lacune invece piuttosto serie. Quella più seria riguarda i principi ispiratori dell’informazione. Non è solo il mancato espresso richiamo ai principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ma anche alla sostanza della discriminazione basata sulla disabilità. Le mancanze già sollevate nel testo originale permangono tutte e pertanto sulla discriminazione basata sulla disabilità e sui luoghi comuni su di essa i riferimenti sono troppo generici per ingenerare un cambio di paradigma”. Così Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) commenta il nuovo Contratto di servizio Rai 2018-2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 marzo scorso. Nel novembre scorso la Fish chiese e ottenne un’audizione presso la Commissione di Vigilanza Rai che stava esaminando lo schema di Contratto di servizio. “In quell’occasione la Fish fu particolarmente decisa e critica – ricorda Falabella – esponendo le nostre perplessità sia in Commissione sia, per trasparenza, in un immediato comunicato stampa”. “Non ci convinceva innanzitutto il linguaggio, l’estrema debolezza su misure di contrasto al pregiudizio, all’odio legato alla disabilità, alla provenienza, alla discriminazione multipla, agli stereotipi”. Problemi permangono anche sull’adeguamento tecnologico rispetto, ad esempio, ad audiovisivi e multimediale, ma anche a soluzioni come la sottotitolazione, le audiodescrizioni, il linguaggio accessibile, aspetti su cui la Fish aveva rilevato “un arretramento”. Per Falabella, “rimangono tre linee di impegno: alzare la soglia di rivendicazione sulla qualità dell’informazione pubblica; vigilare sull’effettiva applicazione di ciò che è effettivamente previsto e, infine, agire per l’effettiva applicazione di ciò che è solo genericamente espresso come intento”.

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