Messa in Coena Domini: card. Bassetti (Perugia), “vita vera non è stare in piedi, sereni nel proprio orgoglio, ma piegarsi sui più deboli”

Gesti come la lavanda dei piedi “non sono segni a vuoto della Chiesa, perché richiamano la comunità cristiana al servizio, quello di avere cura delle persone, come gli anziani, i lavoratori, i giovani”. Così il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, ieri sera, nell’omelia della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo, nella cattedrale di Perugia, compiendo il rito della lavanda dei piedi a dodici persone: quattro anziani, quattro lavoratori e quattro giovani. Il cardinale, in mattinata, era stato in visita alla sezione femminile del Carcere di Capanne (Pg), dove aveva celebrato l’Eucaristia e compiuto la lavanda dei piedi a dodici detenute. Per tutte ha avuto parole di conforto e di incoraggiamento.
“La lavanda dei piedi, soprattutto per noi cristiani – ha chiarito il porporato -, non è solo un segno, ma è un esempio da seguire: lavarci i piedi gli uni gli altri, a partire dai più deboli, dai più poveri, dai più indifesi. Grazie Gesù per averci dato questo insegnamento. La vita vera non è quella di stare in piedi, sereni nel proprio orgoglio. La vita, secondo il Vangelo, è piegarsi sui fratelli e sulle sorelle che sono più deboli, sugli anziani, gli ammalati, i poveri. Questa via che viene dal Cielo, lasciatemelo dire, è così umana perché tutti abbiamo bisogno di affetto, di comprensione, di accoglienza e di aiuto”.

Spiegando perché ha dedicato la lavanda dei piedi ad anziani, lavoratori e giovani, definendoli tre segni della Chiesa, il cardinale ha evidenziato: “Gli anziani rappresentano la fragilità della vita e accanto a loro ho voluto quattro lavoratori, perché quante volte, durante questa Quaresima, andando nelle fabbriche, ho ripetuto che il pane è la vita della nostra gente. Togliere il pane è come togliere la vita. Quanto è importante il lavoro, perché il lavoro è sacro, viene da Dio ed è Lui che ci ha affidato la terra come un giardino da coltivare e da custodire. E come terzo segno ho voluto quattro giovani, il futuro dell’umanità e della Chiesa, la nostra vera speranza. Con questo gesto rivolto alle future generazioni, noi tutti questa sera ci impegniamo ad avere cura di loro”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa