Pasqua: mons. Gardin (Treviso), “ritrovare in Gesù la spinta a fare della nostra esistenza una vita per gli altri”

Mons. Gianfranco Agostino Gardin, vescovo di Treviso

“La Pasqua” come “un luminosissimo raggio di luce che irrompe nel mondo e ne infrange l’oscurità”. Così mons. Gianfranco Agostino Gardin, vescovo di Treviso, descrive la festa più importante per i cristiani, nel suo messaggio di auguri. “Due parole che amiamo e che fuggiamo, che desideriamo e che temiamo – vita e morte – a Pasqua – osserva il presule – sono ripetute e intrecciate in tanti testi liturgici. La storia di ognuno di noi non è, in certo senso, un succedersi di nascite e di lutti, di gioie e di travagli, di vittorie e di sconfitte: di vita e di morte, appunto? E, naturalmente, noi non possiamo che ‘tifare’ per la vita. Non desideriamo forse tutti la felicità: che è come dire una vita felice? A Pasqua dunque vince la vita, e perciò vince la felicità; per questo siamo in festa”.
Ma, a ben guardare, “dietro questo trionfo della vita si profila, nella Pasqua cristiana, un’altra realtà da tutti desiderata, un’altra luce, un’altra vittoria: si chiama ‘amore’. Dopo la morte in croce di Gesù avviene la Pasqua perché quella morte è stata un immenso, ineguagliabile, totale atto di amore, nel quale si è condensata una vita tutta intessuta di amore”. Ma l’amore, quello vero, è divino, perché “Dio è amore”. E “Dio non muore” e “noi a Pasqua gioiamo perché così è anche per noi: chi ama vive, è destinato a risorgere e a vivere per sempre”.
La Pasqua di Gesù, prosegue il vescovo, “mi fa pensare agli innumerevoli atteggiamenti, progetti, gesti di amore, alle tante scelte e alle tante storie di donazione in cui si dona dignità e felicità all’altro, soprattutto al povero, al piccolo, all’escluso, al sofferente. Lì c’è il Risorto, c’è vita, c’è felicità vera, c’è vittoria del Bene: c’è Dio. Penso, all’opposto, ai gesti, ai progetti, alle scelte di odio, di violenza, di egoismo, di oppressione, di corruzione, di avidità, di indifferenza. Lì c’è morte, buio, c’è vittoria del Male: lì Dio è cacciato, è rifiutato”. Di qui l’augurio “di ritrovare nel Signore Gesù, risorto perché ha amato, la fonte della nostra felicità più vera, e la spinta a fare della nostra esistenza una esistenza per gli altri. Le occasioni sono numerose, la vita ne è piena: non sprechiamole. Saranno tante piccole pasque che ci conducono alla grande, luminosissima Pasqua che non ha fine”.

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