Scarp de’ tenis: “Siamo razzisti?”, sulla rivista di strada un’indagine sull’Italia che accoglie

“Siamo davvero razzisti?”: è il titolo di copertina del numero 220 della storia ventennale di Scarp de’ tenis, rivista di strada promossa da Caritas ambrosiana e Caritas italiana. “Noi italiani siamo davvero razzisti? Cosa ne è stata dell’Italia accogliente e generosa?”, si legge nella presentazione della rivista. “Colpa della precarietà lavorativa delle fasce medio-basse della popolazione – spiega il professor Maurizio Ambrosini –. È da qui che nasce la paura dell’altro. Dello straniero che diventa tuo concorrente”. Ma c’è un’Italia che sfugge alle ricerche e che ogni giorno lavora e vive con gli stranieri: l’Italia raccontata da Scarp. Tra i diversi servizi del numero di aprile quello dedicato all’arte “di Giuseppe che fissa il tempo con le meridiane Storia di un appassionato di gnomonica e astronomia che nel tempo libero, il lavoro vero è in una tessitura, costruisce meridiane e orologi solari”. “Mi sento un artista – confida alla rivista – perché la finalità del mio lavoro, in fondo, è solo la bellezza”. Scarp ospita poi come sempre il contributo di diversi editorialisti. Piero Colaprico invita a superare le divisioni ataviche degli italiani per abbattere gli steccati mentali. Gianni Mura, a partire dalla tragica morte di Davide Astori, regala una spoon river del calcio italiano. Giangiacomo Schiavi racconta come un insegnante può cambiare in bene o in male la vita di un alunno.

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