Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Anti-terrorismo, arresti e indagini a tappeto tra Roma, Latina e Torino. Ghouta Est, ad un mese dal cessate il fuoco Onu, uccisi 871 civili

Terrorismo. Arresti e indagini a tappeto tra Roma, Latina e Torino

Proseguono le retate anti terrorismo su tutto il territorio italiano. All’alba, un cittadino marocchino residente in Italia è stato fermato  in Piemonte dai Carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo per terrorismo. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Roma, le “attività criminali” dello straniero, “fortemente indiziato”, sottolineano gli investigatori, di istigazione a delinquere per finalità di terrorismo e di far parte di una associazione terroristica. Ieri invece tra Roma e Latina sono stati arrestati quattro tunisini e un sedicente palestinese. Gli uomini dell’Ucigos assieme alla Digos hanno bloccato diverse persone riconducibili alla rete di Anis Amri, il tunisino autore della strage al mercatino di Natale di Berlino, ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) il 23 dicembre del 2016. “Si è evitato che dalla fase di radicalizzazione si sfociasse in una attività terroristica. Non c’è alcun elemento concreto che facesse pensare alla preparazione di un attentato ma ci sono elementi che fanno pensare che si stessero preparando a questo”, ha detto il pm Sergio Colaiocco.

Spie. La Russia espelle 150 diplomatici, 60 sono americani

La  guerra delle spie è diventata scontro diplomatico: Mosca ha deciso di cacciare almeno 150 diplomatici americani e di altri Paesi occidentali. Dovranno lasciare la Russia entro il 5 aprile. Mosca è passata al contrattacco. “La Russia non vuole solo reagire alle misure degli Usa e della Gran Bretagna ma anche stabilire la verità nel caso Skripal”, ha annunciato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Dati per spacciati o ridotti allo stato vegetativo, gli Skripal non solo non sono morti ma Yulia, figlia 33enne dell’ex doppiogiochista del Gru, è improvvisamente migliorata, tanto da essere stata dichiarata “fuori pericolo” da Christine Blanshard, direttore sanitario del Salisbury District Hospital, dove i due sono stati ricoverati in condizioni a quanto pare disperate. Serghei Skripal resta invece “in condizioni critiche”, seppure anche lui “stabile”.

Siria. Ghouta Est, ad un mese dal cessate il fuoco Onu, uccisi 871 civili (di cui 179 bambini)

Un rapporto di Syrian Network for Human Rights, organizzazione indipendente vicina ai ribelli siriani, denuncia che un mese dopo il cessate il fuoco voluto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il bilancio dei civili uccisi a Ghouta Est è di 871 persone, di cui 179 bambini. Le cifre sono state rilanciate via Twitter anche da Human Rights Watch. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, parlando in Consiglio di Sicurezza sulla Siria, ha elencato una lista di violazioni del cessate il fuoco stabilito con la Risoluzione 2401: “In alcune zone il conflitto è stato meno intenso, ma non c’è stata cessazione delle ostilità. La violenza continua a Ghouta est e altrove, incluso ad Afrin, parti di Idlib e Damasco”. “Assistiamo a violazioni eclatanti, attacchi indiscriminati e all’incapacità di proteggere i civili e le infrastrutture civili”, ha aggiunto. “Dovrebbe essere possibile avere un cessate il fuoco, fornire aiuti, evacuare i malati e i feriti – ha ribadito -. Non possiamo desistere, per il bene del popolo siriano”.

Ancora morti sul lavoro. Operaio folgorato a Bologna, un altro nel Mugello

All’indomani della tragedia di Livorno, dove due operai sono morti bruciati in una cisterna al porto, ci sono stati ieri altri due morti sul lavoro: uno a Bologna, l’altro a San Godenzo, in Mugello (Firenze). L’incidente mortale sul lavoro a Bologna è avvenuto in ambito ferroviario. Carmine Cerullo, 56 anni, esperto caposquadra di una ditta torinese che ha in appalto interventi di manutenzione elettrica per le Ferrovie, è morto folgorato verso l’una e quaranta della scorsa notte. A San Godenzo, in Mugello, un operaio di 52 anni, napoletano, è morto cadendo da un’altezza di circa 4 metri mentre stava lavorando a un traliccio.

Pakistan. Malala torna dopo sei anni, “sognavo di tornare nel mio Paese”

“Sognavo di tornare in Pakistan da cinque anni”: lo ha detto il premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai durante un discorso pronunciato in occasione del suo incontro  con il primo ministro pachistano Shahid Khaqan Abbasi.  “Ho proseguito gli studi” nel Regno Unito, ha aggiunto, “ma ho sempre desiderato muovermi liberamente in Pakistan. Voglio investire nell’istruzione dei bambini”. E poi, con le lacrime agli occhi: “Non riesco a credere di essere tornata nel mio Paese”.

Egitto. Al-Sisi verso il 92% dei consensi

All’indomani della chiusura dei seggi, lo spoglio per le presidenziali in Egitto rivela già una schiacciante maggioranza per il generalissimo capo di Stato in carica, che di fatto correva contro se stesso. Per i risultati definitivi bisognerà attendere lunedì, ma dati preliminari attorno al 92% dei consensi lo avvicinano ai numeri che quattro anni fa gli avevano consegnato il Paese con quasi il 97% dei voti. Arrestati o dissuasi dal partecipare gli avversari più pericolosi, l’unico in lizza, Moussa Moustafa Moussa – dopo aver fatto campagna per Al-Sisi fino alla vigilia della sua candidatura – ha come previsto raccolto appena una manciata di voti.

Thailandia. Fiamme su un bus, venti morti. Trasportava lavoratori pendolari

Un incendio scoppiato su un autobus che trasportava lavoratori birmani verso fabbriche thailandesi vicino Bangkok ha ucciso 20 persone. Lo rende noto la polizia. Le fiamme sono divampate in piena notte nella provincia occidentale di Tak, lungo il confine con la Birmania (Myanmar). Ventisette persone sono riuscite a mettersi in salvo, tra cui una è rimasta gravemente ustionata.

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