Via Crucis ad Accumoli: ricostruzione, “no all’individualismo e all’invidia”

“L’individualismo – sintomo del tessuto sociale che si è sgretolato dopo il terremoto – è una pericolosa caduta nel cammino verso la ricostruzione”. Da qui la necessità di “coltivare le nostre relazioni in modo sano, rispettoso ed edificante”. La preghiera della Via Crucis, oggi ad Accumoli, è stata un invito a “scoprire il lato positivo dell’altro e non considerarlo un problema, un ostacolo, un nemico – ma piuttosto un’opportunità, un aiuto, un benefattore, anche quando in apparenza è lui ad aver bisogno del nostro aiuto”. Durante le Stazioni i partecipanti hanno rimarcato l’importanza del perdono “nel cammino della nostra ricostruzione. Ci siamo detti un po’ troppo. Ci siamo fatti, o non fatti, un po’ troppo. Adesso non si può scavare nel fango del peccato, ma semplicemente si deve gettare una pietra sopra e dire: Io ti perdono, perché anch’io voglio essere perdonato”. Altra ‘caduta’ in questo “cammino di vera e profonda ricostruzione” è rappresentata dall’invidia: “l’invidia di tutto, perché a qualcuno è rimasto un pezzo di muro in più. L’invidia, perché qualcuno lavora. L’invidia, perché ha ricevuto le scarpe di un’altra marca. L’invidia, perché la sua camicia ancora non si è strappata. L’invidia senza sapere neanche per quale motivo. L’invidia come se fosse uno stile di vita. L’invidia come un tumore. L’invidia come una edera che avvolge l’anima e non le permette di godersi la vita”. Tutto questo, è stato detto, è un grande “no all’attaccamento alle cose materiali”. “Tanti di noi hanno lasciato molte cose nelle case distrutte dal terremoto. Ma non siamo più poveri per questo. Possiamo essere più poveri, se amiamo di meno, se condividiamo di meno, se ci aiutiamo di meno. Ricco non è uno chi prende e prende e prende senza fermarsi mai. Ricco è uno che sa dare e vuole amare senza fermarsi mai”.

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