Via Crucis ad Accumoli: “costruire meglio e non solo le case antisismiche ma mettere al sicuro la nostra vita”

“Anche qui ad Accumoli possiamo dire che tutto è finito e tutto inizia. Il seme gettato in terra non è finito, ma inizia a germogliare, a crescere e portare frutto. Desideriamo guardare Accumoli attraverso il prisma della tomba vuota. Non è giusto pensare che qui tutto è finito”. È il grido dei fedeli che hanno partecipato alla Via Crucis di Accumoli, uno dei paesi annientati dal sisma del 24 agosto del 2016. Contemplando l’ultima stazione, la XIV, Gesù deposto nel sepolcro, attraverso la voce narrante del rito, i fedeli hanno pregato: “È giusto pensare che qui tutto inizia. Inizia una nuova vita. Non più come prima, perché quella di prima – anche se ce la ricordiamo con grande nostalgia, – comunque era troppo fragile per resistere alle prove del tempo. Adesso bisogna costruire meglio. E non soltanto le case antisismiche ma innanzitutto mettere al sicuro la nostra vita, la nostra interiorità, le nostre relazioni con gli altri e con Dio. Relazioni così tanto scosse dall’esperienza del terremoto. Aiutaci Gesù, affinché mettiamo le basi solide, perché questa terra non sia un cumulo di macerie ma un giardino, non un piccolo inferno ma un piccolo paradiso”.

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