Via Crucis: quarta stazione, Maria triste ma non disperata

“Le mamme accompagnano i figli a scuola, o dal medico, o li portano con sé al lavoro”. Maria, però, “si distingue dalle altre mamme: lei sta accompagnando suo figlio a morire”. È il tema della quarta stazione, dove il commento dei ragazzi di un liceo romano, a cui il Papa ha affidato quest’anno i testi, registra il passaggio alla prima persona: “Vedere il proprio figlio morire è la sorte peggiore che si possa augurare ad una persona, la più innaturale. Mia madre mi ha educato al senso della giustizia e ad avere fiducia nella vita, ma quello che oggi i miei occhi vedono non ha nulla di questo, è privo di senso, ed è pieno di dolore”. “Sapevi che, prima o poi, sarebbe successo, ti era stato profetizzato, ma ora che è accaduto è tutto diverso”, le parole che danno del “tu” alla Madre: “Ed è sempre così, siamo sempre impreparati di fronte alla vita, alla sua crudezza”. Maria triste, ma non disperata: “Sei splendente anche nella tua tristezza, perché hai speranza, sai che quello di tuo figlio non sarà un viaggio di sola andata e sai, lo senti, come solo le mamme lo sentono, che lo rivedrai presto”.

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