Via Crucis: quinta stazione, “riconoscere il meglio nel prossimo, anche quando ci sembra diverso”

Il Cireneo è “un uomo qualunque”, “uno straniero che viene da lontano”: ma è da lui, protagonista con Gesù della quinta stazione, che impariamo come “nell’incontro inaspettato, nell’incidente, nella sorpresa spiazzante è nascosta l’opportunità di amare, di riconoscere il meglio nel prossimo, anche quando ci sembra diverso”. Lo scrivono i ragazzi del liceo romano Albertelli ai quali è stata affidata la Via Crucis di quest’anno, guidata dal Papa al Colosseo. “Talvolta ci sentiamo come te, Gesù, abbandonati da quanti credevamo nostri amici, sotto un peso che ci schiaccia”, la confessione degli autori del testo: “Ma non dobbiamo dimenticare che c’è un Simone di Cirene pronto a prendere la nostra croce. Non dobbiamo dimenticare che non siamo soli, e da questa consapevolezza possiamo trarre la forza per farci carico della croce di chi abbiamo accanto”. “Donaci di saper cercare il meglio in ogni persona, di essere aperti ad ogni incontro anche nella diversità”, la preghiera.

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