Ventimiglia: Zitarosa (Intersos) su sgombero accampamento, “situazione tranquilla perché i migranti erano già andati via”

“Un minimo di tensione c’è stata quando ieri mattina lungo il corso del fiume Roja, a Ventimiglia, si sono presentate la polizia e le ruspe per rimuovere l’insediamento informale che si era strutturato negli ultimi mesi, ma non è stato nulla rispetto ai toni allarmistici letti su alcuni media”. A parlare al Sir da Ventimiglia, proprio dal greto del fiume, dove sono ancora all’opera le ruspe, è Daniela Zitarosa, operatrice dell’Ong Intersos. Formalmente si tratta dell’esecuzione un’ordinanza del sindaco Enrico Ioculano per la pulizia straordinaria del fiume. “La situazione è complessivamente tranquilla – continua Zitarosa – anche perché non è stato necessario alcuno sgombero coatto: i circa 150 migranti che si riparavano tra tende e baracche erano già andati tutti via. Gli unici momenti di tensione ci sono stati quanto una baracca ha preso fuoco, ma l’incendio è stato domato nel giro di pochi minuti”. Questo è stato possibile grazie all’attività di mediazione svolta, negli ultimi giorni, dalle stesse Ong, dalla Caritas e da quella rete di associazioni e gruppi di attivisti da tempo impegnati nella città ligure. “Eravamo stati avvisati della decisione presa dalle autorità locali (Prefettura, Questura e Sindaco) circa una settimana fa – continua l’operatrice – e ovviamente tra i migranti ci sono stati alcuni gruppi più difficili da convincere, ma alla fine si è riusciti ad evitare qualsiasi forma di scontro”. L’alternativa proposta ai migranti è quella di essere accolti nei campo gestito dalla Croce Rossa al parco Roja: una struttura che può ospitare fino a 500 persone a circa 5 chilometri dal centro della città. “Un centro – precisa l’operatrice di Intersos – che, dobbiamo riconoscerlo, ha fortissimi limiti se consideriamo la promiscuità, non prevista dalle normative, di uomini, donne, minori e famiglie, per non parlare di eventuali soggetti vulnerabili. Allora dovremmo forse chiederci se non esistono altre alternative”. Ora – conclude Zitarosa – “sarà interessante capire cosa succederà nei prossimi giorni e vedere se effettivamente i 150 migranti andati via si saranno trasferiti al campo o se le persone torneranno ad insediarsi lungo il fiume, magari in zone meno visibili e precarie”.

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