Pasqua: mons. Semeraro (Albano), “la strada torni a essere luogo di evangelizzazione”

Mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano

“Dov’è possibile sperimentare la presenza del Signore risorto? Solo nelle nostre chiese, dov’è cantato l’Exsultet pasquale? L’evangelista Luca ci racconta di due discepoli che andavano verso Emmaus e che lì Gesù si fece riconoscere da loro; tornati poi a Gerusalemme, narrarono agli undici ‘ciò che era accaduto lungo la via’. La strada, dunque. Anch’essa è luogo adatto per l’incontro con Cristo”. Lo scrive mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, nel messaggio per la Pasqua diffuso dal mensile diocesano “Millestrade”. Il presule richiama un passaggio del documento finale scritto dai giovani che hanno partecipato alla riunione pre-sinodale, che si è svolta a Roma dal 19 al 24 marzo. “Vi leggiamo fra l’altro: ‘Auspichiamo che la Chiesa ci venga incontro nei diversi luoghi in cui è poco o per niente presente. In particolar modo, il luogo in cui speriamo di essere incontrati dalla Chiesa sono le strade, dove si trovano persone di tutti i tipi’. È forse il caso di tornare ad elaborare il tema della ‘strada’”, sottolinea il vescovo. Una strada “non più solo metafora della vita, oppure luogo di distrazione, se non addirittura di perdizione, ma anche luogo di evangelizzazione”. “Perché cominciasse l’evangelizzazione – conclude mons. Semeraro –, un angelo del Signore disse a Filippo: ‘Alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta’ (Atti 8, 26). Strano modo d’evangelizzare sulle strade. Benché deserte, ma finché s’incontrerà qualcuno”.

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