Diocesi: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), costruire “uno stile di vita cristiano originale, che sappia dire oggi il valore del Vangelo e dialogare con la città”

“San Giorgio è arrivato a Ferrara dal mare, dall’Oriente, grazie a chi – i crociati – aveva considerato importante difendere i pellegrini verso la Terra Santa e difendere la stessa Terra Santa. San Giorgio è arrivato da quel Medio Oriente oggi teatro di guerra, di morte innocente, di conflitti internazionali che sembrano interminabili che generano odio, vendetta, e costringono anche molti cristiani a lasciare la propria terra, la propria casa. E venendo da questa terra d’Oriente san Giorgio richiama a noi la responsabilità verso i nostri fratelli e le nostre sorelle di Chiese che soffrono non solo perché perseguitate o limitate nella libertà religiosa, ma perché ferite a morte”. Lo ha sottolineato, oggi, mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nell’omelia per la festa di San Giorgio Martire, patrono della città e dell’arcidiocesi.
Guardando al patrono, il presule ha invitato i fedeli ad accostarsi alla Parola di Dio “per trovare ragioni per una testimonianza cristiana oggi”. Una testimonianza, che arriva fino al martirio anche oggi: “Non c’è epoca della storia in cui non ci sia stato qualcuno che abbia dato la vita per il Vangelo”, ha osservato l’arcivescovo, snocciolando alcuni dati: “Nell’anno 2017 sono stati uccisi nel mondo 23 missionari: 13 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 8 laici. Secondo la ripartizione continentale, per l’ottavo anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America, dove sono stati uccisi 11 operatori pastorali (8 sacerdoti, 1 religioso, 2 laici), cui segue l’Africa, dove sono stati uccisi 10 operatori pastorali (4 sacerdoti, 1 religiosa, 5 laici); in Asia sono stati uccisi 2 operatori pastorali (1 sacerdote, 1 laico). Dal 2000 al 2016, sono stati uccisi nel mondo 424 operatori pastorali, di cui 5 vescovi. Anche la Chiesa di oggi è una Chiesa di martiri, di testimoni”.
Parlando della necessità di costruire “uno stile di vita cristiano originale, che sappia dire oggi il valore del Vangelo e al tempo stesso dialogare con la città”, mons. Perego ha evidenziato: “La città non può vedere i cristiani nascondersi dietro a opportunismi, ricercare potere, ma cristiani testimoni del bene comune, della responsabilità sociale, del dialogo sociale, della speranza”. “Forse le nostre città hanno bisogno di scelte di coraggio”, “per costruire nuovi legami, relazioni utili, prossimità e salvare così delle vite che spesso muoiono sole, affaticate, abbandonate, rifiutate, ma anche per liberare la città dai draghi di oggi: i prepotenti, gli approfittatori, i violenti, gli individualisti, i bulli, gli speculatori, i parolai, i falsi. Oggi San Giorgio ci richiama tutti alla testimonianza della gioia del Vangelo, alla responsabilità e a un impegno sociale e politico che riparta dalle persone e dai fatti, con concretezza e realismo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo