Giovani: Mari (Università Cattolica), “affrontare l’incertezza in chiave progettuale”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Se l’incertezza è assenza di futuro si verifica uno spreco di giovinezza. La sfida è invece quella di affrontare l’incertezza in chiave progettuale o prospettica. E occorre avere un criterio o un orientamento”. Lo ha detto Giuseppe Mari, ordinario di pedagogia generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione della conferenza in preparazione al prossimo Sinodo dei vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, organizzata oggi pomeriggio a Roma nell’85° anniversario di fondazione della Rivista Lasalliana. “L’insegnante ha parlato della necessità della fede cristiana “perché dentro la crisi educativa ciò che sta venendo meno è il riconoscimento della dignità della persona”. Secondo Mari, si verificano “pratiche autodistruttive”, come consumo di sostanze stupefacenti e abuso alcolici, perché “non si ha coscienza della propria dignità”, che “è resa evidente dalla rilevazione cristiana”. “La libertà è tale perché riconosce una dignità – ha sostenuto -. Solo così si risponde scegliendo il meglio e non il peggio”. Bisogna quindi “fare i conti con la crisi dell’educazione cristiana”. “Il discernimento vocazionale – ha concluso – è un richiamo a interrogarci su ciò che non riusciamo a introdurre nella vita di fede”.

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