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Irlanda: mons. Brennan (Ferns), lettera pastorale a difesa del “diritto alla vita”

Nella domenica per le vocazioni il vescovo irlandese di Ferns, Denis Brennan, che è anche membro della Commissione episcopale per le vocazioni ha commentato nell’omelia il vangelo del “buon pastore”, citando un “libretto”, “Lettere a un giovane sacerdote” scritto da “un prete tedesco dopo alcuni anni dall’aver lasciato il ministero” e il pittore francese Jean Dubuffet per spiegare come “molti dei valori” che i sacerdoti celebrano e rappresentano “sono considerati dalla saggezza convenzionale del nostro tempo come valori disprezzati” e come questo “sia difficile da accettare per i sacerdoti e i religiosi”. “È qui che la nostra scelta vocazionale diventa molto personale, forse anche dolorosa”, ha aggiunto il vescovo. “È qui che il Vangelo si impegna con il mondo, o con le parole di Bonhoeffer, questo è il prezzo del discepolato”. E omaggiando e ringraziando “ogni sacerdote e religioso” per ciò che è e fa, ha terminato con una preghiera di Oscar Romero che “ben esprime” il significato del sacerdozio e che recita, tra l’altro: “Siamo operai, non capi, ministri, non messia. Siamo profeti di un futuro non nostro”. Sempre ieri, il vescovo Brennan, come già numerosi suoi confratelli, ha pubblicato la lettera pastorale in vista del referendum del 25 maggio per l’abolizione dell’emendamento costituzionale che tutela la vita del nascituro. Tra le varie argomentazioni che adduce contro questa revoca, mons. Brennan scrive: “In un mondo in cui le persone lottano duramente per conquistare diritti umani, a noi in Irlanda viene chiesto di abolire un diritto, e il diritto più fondamentale di tutti, il diritto alla vita”.

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