Papa Francesco: “nel mondo c’è un risveglio dei movimenti popolari”. “In ogni teologia vera e giusta c’è sempre una dimensione di liberazione”. No a “corruzione”

“Nel mondo di oggi, 62 super-ricchi possiedono la stessa ricchezza di 3,5 miliardi di poveri. Nel mondo di oggi ci sono 871 milioni di affamati. E 250 milioni di migranti che non hanno nessun posto dove andare, che non hanno niente”. È il grido d’allarme sulle disuguaglianze provocato dalla globalizzazione, lanciato dal Papa nel libro con Dominique Wolton, “Dio è un poeta. Un dialogo inedito sulla politica e la società”, in libreria da domani per i tipi della Rizzoli, di cui il Sir anticipa in esclusiva una parte del secondo capitolo. “Il traffico di droga oggi ha un giro d’affari di circa 300 miliardi di dollari. E secondo le stime ci sono 2.400 miliardi di dollari che ‘svolazzano’ nei paradisi fiscali, circolando da un posto all’altro”, ricorda ancora Francesco, che tra i fenomeni nuovi di questo nostro tempo cita gli attuali movimenti dei lavoratori: “Nel mondo intero c’è un risveglio dei movimenti popolari. Alcuni di loro vengono piantati in asso perfino dai sindacalisti, perché i sindacalisti possono provenire dalle classi dominanti, o perlomeno dalle classi medie superiori. Si tratta di un movimento forte che reclama i propri diritti. In certi Paesi però deve scontrarsi con una repressione brutale, al punto che, a farsi sentire troppo, si rischia la vita. Una delle dirigenti di un movimento popolare, che ha partecipato al primo movimento popolare che si è espresso in Vaticano, è stata uccisa in America centrale… È difficile, ecco perché, quando i poveri si uniscono, insieme hanno una grande forza. Una forza anche religiosa”. Quanto ad un presunto “ritorno della teologia della liberazione”, dovuto proprio alla crescita delle disuguaglianze nel mondo, Francesco risponde: “Preferirei non parlare della teologia della liberazione degli anni Settanta, perché è un fenomeno caratteristico dell’America latina. In ogni teologia vera e giusta, comunque, c’è sempre una dimensione di liberazione; la memoria del popolo di Israele comincia con la liberazione dall’Egitto, no? La liberazione dalla schiavitù. La storia della Chiesa, e non solo della Chiesa ma dell’umanità intera, è piena di oppressori, di una minoranza che domina. Sono convinto che la corruzione sia il metodo utilizzato da una minoranza in possesso della forza e del denaro per colpire la maggioranza”.

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