Vocazioni: card. Bassetti, “i giovani non disperdano le proprie esistenze seguendo pastori incapaci di dare la vita”

“Oggi è difficile vedere nelle periferie delle nostre città un pastore col suo gregge, e forse nutriamo anche dei pregiudizi per un mestiere in fondo umile e che crediamo legato a una economia ormai passata e non più attuale”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa che ha presieduto nella cattedrale di San Lorenzo, in occasione della 55ª Giornata per le vocazioni. Riflettendo sul brano del Vangelo del giorno, in cui Gesù parla di sé descrivendosi come il “buon pastore”, il porporato ha sottolineato come Gesù non sia come “quei cattivi pastori che purtroppo abbandonano le pecore e fuggono, quando insorgono pericoli, o come quelle guide che guardano solo ai propri interessi e non si prendono cura dei poveri del proprio popolo”. Richiamando la Giornata per le vocazioni e il prossimo Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, il cardinale ha invitato a pregare “perché i giovani non disperdano le proprie esistenze seguendo pastori incapaci di dare la vita”. E anche perché “le nostre chiese imparino a valorizzare questi nostri giovani fratelli e sorelle che ‘se custodiscono la Parola di Dio, cioè la voce del pastore buono che li guida, sono forti e vincono il Maligno’”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo