Vocazioni: card. Bassetti, “il peccato più grande è sentirci inutili, Dio ci dice di non sprecare la vita”

“Bisogna avere il coraggio di andare al di là del nostro modo di pensare e di vedere. Andare al largo è intraprendere lo sguardo e il cammino della fede. Nella vita c’è sempre Qualcuno che ci cerca e ci attende. Occorre mettersi in cammino”. Lo ha detto, sabato sera, l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, durante la veglia di preghiera nella cattedrale di San Lorenzo, in occasione della 55ª Giornata per le vocazioni dal titolo “Dammi un cuore che ascolta”. “Il nostro – ha proseguito il porporato – è un tempo meraviglioso per mettersi in ascolto della Parola di Dio, che ci dice di lasciare la propria terra, le proprie sicurezze per uscire e andare a incontrare gli altri: i giovani, gli uomini e le donne di oggi. Ma uscire richiede una conversione, un cambiamento radicale della nostra mente e del nostro cuore”. La meta indicata dal cardinale è quella che aveva individuato san Giovanni Paolo II, nella Giornata vocazionale del 1984, quando disse ai giovani: “Sappiate unire i vostri sforzi con tutti gli uomini di buona volontà per realizzare pienamente il bene dell’umanità nella novità, nella libertà, nella gratuità e nell’amore”. “Quattro parole formidabili, che possono essere un programma di vita. Chi si mette in uscita cerca tutto questo”, ha aggiunto. Poi, un monito ai giovani. “Il peccato più grande, ragazzi, è quello di sentirci inutili, perché siamo preziosi agli occhi di Dio, che ci dice di non sprecare la vita, l’esistenza”. Il card. Bassetti ha concluso la sua meditazione soffermandosi sul Sinodo di ottobre in Vaticano: “Voi non dovrete essere solo l’oggetto della riflessione ecclesiale, ma siete chiamati a coinvolgervi quali protagonisti e interlocutori veri”.

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