Aborto: Ramonda (Apg23), “legge 194 iniqua, da 40 anni nessuno si è più preoccupato di bambini e mamme. Servono aiuti alle gestanti”

“La legge sull’aborto è iniqua, come ogni legge che permette l’uccisione di un essere umano, quali la pena di morte e l’interruzione dell’idratazione e alimentazione per le persone in cosiddetto stato vegetativo. Da 40 anni nessuno si è più preoccupato non solo dei bimbi ma neppure delle donne. Fu invocata per la liberazione della donna ma dietro a questi slogan si celava l’inganno. Don Benzi diceva che l’aborto provoca sempre due vittime: il bimbo mortalmente, la mamma per sempre”. Lo dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in merito alla Legge 194 di cui ricorre il 40° anniversario. “Una delle emergenze odierne è l’incontrollata diffusione di pillole spacciate come contraccettive ma che hanno effetti abortivi”, sottolinea Ramonda, osservando che “molti giovani cadono in questo tranello, ignari delle pericolose conseguenze”. Secondo il presidente di Apg23, “l’Italia ha bisogno di aiuti alle gestanti, oggi sempre più sole e spinte a disfarsi del figlio da una società abortista: lavoro, aiuti economici e materiali, protezione da chi le vuole far abortire”. “Ricordo il caso di Marcellina, una ragazza madre con una lieve insufficienza mentale”, aggiunge Ramonda: “Per tre volte le consigliarono di abortire ma lei diede alla luce quattro figli, tutti andati in adozione. Qualche anno fa – conclude – una delle figlie, dopo un’interminabile ricerca, arrivò a trovare sua madre. Voleva dirle grazie per il dono della vita”.

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