Avvenire: la prima pagina di domani 22 maggio. Papa ai vescovi italiani, nuovo governo, mercato delle armi

“Avvenire” apre la sua prima pagina con una grande fotocronaca per il discorso del Papa all’Assemblea della Cei, cui Francesco ha offerto tre priorità per la discussione e l’azione: il calo di vocazioni, lo stile di povertà e trasparenza, l’accorpamento delle diocesi. Scrive Umberto Folena nel suo editoriale: “Viva la libertà. La libertà di chi non accumula freneticamente denaro e potere, fino a far soffocare la propria anima. La libertà degli uccelli del cielo, a cui è Dio a provvedere con generosità. O la libertà di Pietro, il primo, il prescelto, che incontrando lo storpio allarga le mani e gli dice: ‘Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!’ (Atti 3, 6). È la libertà a cui Francesco ha invitato, ora con dolcezza ora perfino con una certa durezza, la Chiesa italiana. Siate liberi per ‘fare presto e bene’. Le vocazioni sacerdotali calano? Ci sono cause esterne, come la cultura del provvisorio e l’idolatria del denaro; ma anche cause interne, come una testimonianza a volte tiepida e gli scandali: fosse anche uno solo, sarebbe uno di troppo la cui ricaduta negativa non è misurabile. Veleni che penetrano dall’esterno, veleni generati dall’interno. Risultato: un tempo sterile, almeno all’apparenza. Come reagire? Innanzitutto con la generosità: chi ha più preti, ne doni a chi ne ha di meno, perché nella Chiesa non possono esserci ‘ricchi’ e ‘poveri’ di alcun genere”. Il titolo principale va alla nascita di fatto del nuovo governo, dopo l’indicazione di Giuseppe Conte come premier da parte dei due leader della coalizione, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Richiami per un’analisi di Raul Caruso sul mercato delle armi e per due commenti di Marina Corradi e Giovanni D’Alessandro dedicati all’orribile tragedia di Francavilla, dove un manager ha ucciso la figlia gettandola da un ponte per poi togliersi la vita. Spazio anche per due pagine di approfondimento a 40 anni dall’approvazione della legge 194 sull’aborto, con interventi e riflessioni per una cultura della vita.

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