Nicaragua: oggi terzo incontro del dialogo nazionale dopo un fine settimana di “tregua”

Il dialogo nazionale in Nicaragua prosegue oggi nel seminario di Nostra Signora di Fatima a Managua con le sessioni di dialogo che fanno seguito a un primo parziale accordo raggiunto tra le parti nel secondo incontro di venerdì scorso. L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Commissione interamericana per i diritti umani, giunti da poco nel Paese, impegnati a chiarire la dinamica dei fatti relativi alle violente repressioni delle scorse settimane. Il tavolo di dialogo, che gode della mediazione e dell’osservazione dell’episcopato nicaraguense, ha rivolto un comune appello a far cessare qualsiasi atto di violenza e ha raggiunto l’intesa di sospendere nel fine settimana appena trascorso le manifestazioni. Una sorta di “tregua” con l’obiettivo dichiarato di far ritirare le “forze speciali”. Tuttavia il Tavolo ha riconosciuto “la necessità di rispettare il diritto agli incontri, alle manifestazioni e alle proteste civiche e pacifiche”. Un passaggio, importante, perché il Governo ha implicitamente ammesso l’esistenza di forze speciali di polizia e la necessità di assumere su di esse il pieno controllo.
Tuttavia la tregua non sarebbe stata del tutto rispettata e cinque studenti sarebbero stati feriti nei pressi dell’Università Agraria di Managua, anche se la Polizia smentisce. Sono in atto anche atti di diffamazione e disinformazione via web nei confronti di alcuni vescovi. Come è noto, al dialogo prendono parte, a nome della Conferenza episcopale, il cardinale Leopoldo Brenes, mons. Rolando Álvarez, mons. Jorge Solórzano, mons. Bosco Vivas e mons. Silvio Báez. Al tavolo sono presenti i rappresentanti di Governo, imprenditori, studenti,
università, vari organismi della società civile, lavoratori, contadini, comunità indigene e afrodiscendenti, chiese evangeliche.
A partire da oggi i giornalisti saranno fatti accomodare in una sala e riceveranno di tanto in tanto notizie sull’andamento dei lavori. Venerdì scorso infatti la stampa accreditata aveva protestato per essere stata lasciata per ore fuori dell’edificio.

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