Notizie Sir del giorno: assemblea Cei, nuovo governo, Nicaragua, Nigeria, città in Europa, chiese terremotate in Emilia, sinodo Matera

Papa Francesco: alla Cei esprime tre preoccupazioni. “Crisi delle vocazioni”, “povertà evangelica e trasparenza”, “riduzione e accorpamento delle diocesi”

“La prima cosa che mi preoccupa è la crisi delle vocazioni”. Lo ha detto il Papa, nel discorso rivolto a braccio ai vescovi italiani, riuniti in Vaticano per la 71ª Assemblea generale della Cei. “È la nostra paternità che è in gioco”, ha commentato Francesco, ricordando che di questa “emorragia vocazionale” aveva già parlato nella recente plenaria degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, definendola “il frutto avvelenato della cultura del provvisorio, del relativismo e della dittatura del denaro”: tutti fattori, questi, che per il Papa “allontanano i giovani dalla vita consacrata, accanto al calo delle nascite – l’inverno demografico – agli scandali e alla testimonianza tiepida”. “Quanti seminari, chiese, monasteri e conventi verranno chiusi nei prossimi anni per mancanza di vocazione? Dio solo lo sa!”, ha esclamato Francesco. Riguarda invece “povertà evangelica e trasparenza” la seconda indicazione affidata ai vescovi italiani dal Papa che, come terzo compito all’episcopato italiano, è tornato ad indicare la necessità di “riduzione e accorpamento delle diocesi”, definendo tale questione “un argomento datato e attuale, trascurato per molto tempo”. “Credo sia giunta l’ora di concluderlo al più presto”, il monito di Francesco. Subito dopo è iniziato il dibattito, a porte chiuse, con i vescovi. (clicca qui)

Nuovo governo: M5S e Lega indicano a Mattarella il nome di Giuseppe Conte come premier

Movimento 5 Stelle e Lega hanno avanzato oggi pomeriggio al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il nome del loro candidato a presiedere il nuovo governo. Lo hanno confermato i leader delle due forze politiche nelle dichiarazioni alla stampa al termine dei colloqui avuti con il Capo dello Stato nello studio “alla Vetrata”, ma nessuno dei due nelle dichiarazioni ufficiali ha detto di chi si tratta. Fuori dal Quirinale, è stato Di Maio a rivelare che “Giuseppe Conte sarà un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno”. Parlando alla stampa appena uscito dall colloquio con Mattarella, Di Maio (M5S), aveva affermato che “qualora il presidente della Repubblica dovesse valutare il nostro nome un nome giusto”, quello che nascerà sarà comunque “un governo politico” perché “il nostro vero leader” è il programma. “Nel pieno rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica – ha affermato successivamente Salvini (Lega) – aspettiamo le sue indicazioni”, ma “non vediamo l’ora di partire”. Entrambi i leader politici non hanno fatto mancare le loro reazioni alle critiche all’intesa M5S-Lega che sono arrivate in questi giorni, in particolare dall’estero. (clicca qui)

Nicaragua: oggi terzo incontro del dialogo nazionale dopo un fine settimana di “tregua”

Il dialogo nazionale in Nicaragua è proseguito oggi nel seminario di Nostra Signora di Fatima a Managua con le sessioni di dialogo che fanno seguito a un primo parziale accordo raggiunto tra le parti nel secondo incontro di venerdì scorso che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Commissione interamericana per i diritti umani, giunti da poco nel Paese, impegnati a chiarire la dinamica dei fatti relativi alle violente repressioni delle scorse settimane. Il tavolo di dialogo, che gode della mediazione e dell’osservazione dell’episcopato nicaraguense, ha rivolto un comune appello a far cessare qualsiasi atto di violenza e ha raggiunto l’intesa di sospendere nel fine settimana appena trascorso le manifestazioni. Una sorta di “tregua” con l’obiettivo dichiarato di far ritirare le “forze speciali”. Tuttavia il Tavolo ha riconosciuto “la necessità di rispettare il diritto agli incontri, alle manifestazioni e alle proteste civiche e pacifiche”. Un passaggio, importante, perché il Governo ha implicitamente ammesso l’esistenza di forze speciali di polizia e la necessità di assumere su di esse il pieno controllo. (clicca qui)

Nigeria: domani ad Abuja e in altre diocesi marce per fermare le violenze contro i cristiani

“La vita è sacra, fermate gli omicidi!”. Con questo slogan si terranno domani, 22 maggio, in tutte le diocesi nigeriane, manifestazioni per fermare le violenze contro i cristiani, dopo l’ultima strage avvenuta il 24 aprile scorso nella diocesi di Makurdi: pastori di etnia Fulani, musulmani, hanno attaccato una chiesa e ucciso 17 fedeli e due sacerdoti, padre Joseph Gor e padre Felix Tyolaha, che saranno sepolti domani. Anche ad Abuja, su invito del cardinale John Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, si svolgerà domani, a partire dalle 10, una marcia con la messa e la preghiera del rosario: “In unione con la diocesi di Makurdi – dice il card. Onaiyekan –, vogliamo esprimere il nostro più profondo dispiacere per i brutti avvenimenti nel nostro Paese e pregare per la nazione”. L’invito è esteso anche ai fedeli di altre religioni. (clicca qui)

Eurostat: la città più pulita in Europa? Secondo gli abitanti è Ventspils (Lettonia). La più sporca Roma

(Bruxelles) Ventspils, cittadina di 42mila abitanti in Lettonia, sul mar Baltico, in cima alla classifica; Roma, invece, in fondo alla classifica. Si tratta di una breve indagine prodotta oggi da Eurostat per quanto riguarda la pulizia delle città. “In generale, sei molto soddisfatto, piuttosto soddisfatto, piuttosto insoddisfatto o per niente soddisfatto della pulizia della tua città?”, era il quesito posto nel 2015 agli abitanti di 109 città europee. Tra queste, Ventspils in Lettonia si è affermata con quasi il 99% dei suoi abitanti soddisfatti o piuttosto soddisfatti della pulizia della. Ventspils è seguita da un’altra città lettone, Valmiera (97%), quindi appaiono Oviedo in Spagna e la città di Lussemburgo (entrambi al 95% di soddisfazione). Per quanto riguarda le capitali europee, i risultati di Eurostat mostrano “significative disparità di soddisfazione, con livelli che vanno dal 9% al 95%”. “Almeno l’80% degli abitanti era molto o piuttosto soddisfatto della pulizia della propria città a Lussemburgo (95%), Vienna (90%), Lubiana (88%), Riga (81%) e Helsinki (80%)”. Al contrario, “solo il 9% degli abitanti di Roma ha trovato abbastanza pulita la propria città”. (clicca qui)

Terremoto Emilia: 148 edifici religiosi riaperti a sei anni dal sisma, altri 173 pronti per fine 2019

Sono 122 gli edifici religiosi già restaurati e aperti che hanno beneficiato di finanziamenti pubblici a seguito del terremoto che nel maggio 2012 ha colpito parte dell’Emilia-Romagna. A questi vanno aggiunti i 26 ripristinati con risorse proprie dalle sei diocesi interessante. I dati sono stati resi noti oggi nel corso di una conferenza stampa a Bologna alla presenza dell’arcivescovo mons. Matteo Zuppi. Su 590 chiese danneggiate – per 393 milioni di euro complessivi di danni – 564 sono state inserite nel programma per ricevere finanziamenti pubblici che sono così suddivisi: 105 milioni di euro (202 edifici) per l’arcidiocesi di Bologna; 75 milioni (87 edifici) per l’arcidiocesi di Modena-Nonantola; 55 milioni (126) per l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio; 82 milioni (92) per la diocesi di Carpi; 34 milioni (75) per la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla; 2 milioni (8) per la diocesi di Ravenna-Cervia. Per 295 edifici sono già stati stanziati 192,5 milioni di euro di finanziamento pubblico più 12,5 milioni da assicurazione. Di questi 295 il 41,3% è già stato riaperto mentre il restante dovrebbe tornare fruibile entro il 2019. (clicca qui)

Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “il nostro Sinodo è momento solenne e allo stesso tempo storico”

“Il nostro Sinodo non è una mia idea. È frutto dell’ascolto, del discernimento, della lettura dei verbali della visita pastorale del mio predecessore, mons. Salvatore Ligorio. Un pastore non può non tener conto del cammino che una Chiesa ha già fatto e non impone un nuovo tragitto. S’inserisce nel solco già tracciato da chi l’ha preceduto e continua l’opera già iniziata. È il segno della comunione che si esprime nella continuità del ministero apostolico”. Lo ha detto l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, comunicando l’indizione del Sinodo diocesano. “Questo momento è solenne e nello stesso tempo storico”, ha aggiunto. È storico perché “dopo l’unificazione delle due diocesi di Matera e di Irsina, avvenuta il 30 settembre del 1986, questo è il primo Sinodo”. È solenne perché “come gli apostoli, dopo la discesa dello Spirito Santo, siamo invitati a uscire e camminare insieme, appropriandoci del dire dello Spirito Santo che dialoga con ogni uomo credente e non”. Ma anche perché “c’è una Chiesa desiderosa di vincere la paura che ci impedisce di uscire dal Cenacolo e di accogliere le novità che lo Spirito Santo suggerisce”. “Siamo invitati a scrivere, insieme, un’altra pagina di storia per la nostra Chiesa locale”, ha affermato l’arcivescovo. (clicca qui)

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