Nuovi cardinali: mons. Petrocchi (L’Aquila), “la mia nomina è un segnale della vicinanza del Papa verso chi ha sperimentato la distruzione del terremoto”

foto SIR/Marco Calvarese

“La mia nomina è un segnale della vicinanza di Papa Francesco a questa nostra terra così provata e alla gente che nel suo animo – e non soltanto nelle strutture murarie nelle quali abita – ha sperimentato la distruzione” del terremoto. Così l’arcivescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Petrocchi, commenta in un’intervista al Sir la notizia della sua nomina a cardinale, comunicata ieri da Papa Francesco al Regina Coeli. Rivelando che la notizia “è stata una sorpresa totale, un incontro con una novità totalmente inattesa”, Petrocchi afferma che “si tratta di una chiamata a un abbassamento, non a un innalzamento in senso onorifico”. “Diventare cardinale – aggiunge – significa servire ancora di più, con un cuore ancora più grande. Servire avendo questa piena sintonia di mente e d’anima con Papa Francesco. Cercando di essere un pastore così come la Provvidenza, nel suo magistero e nella sua azione, disegna”. Il 6 aprile scorso all’Aquila si sono ricordati i 9 anni dal sisma. “Credo che, avendo Papa Francesco un cuore che accoglie per una via privilegiata tutti i luoghi di sofferenza e le persone segnate dal dolore, non può non avvertire che L’Aquila è una città segnata dalla tragedia che chiede un amore speciale”, sottolinea l’arcivescovo: “Credo che con la mia nomina, Papa Francesco voglia dare il messaggio che è qui con noi, che vive insieme a noi i vari passaggi di un cammino che è teso alla Risurrezione, che non è soltanto la ricostituzione di ciò che c’era prima ma l’apertura ad una novità che viene da Dio”. E sul nuovo incarico a cui è stato chiamato dal Papa, Petrocchi dichiara: “Quello che sono e quello che ho… tutto metto interamente nelle sue mani. Sarà Lui a darmi indicazioni”. “Vorrei essere – confida – un foglio di carta bianca, sul quale il Santo Padre può scrivere ciò che pensa. Vorrei essere una risposta alle indicazioni che ci darà; una risposta che pulsa allo stesso ritmo di carità che anima il Suo ministero. Essere all’unisono con Lui nel pensiero e nell’azione”.

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