Papa Francesco: alla Cei, “riduzione e accorpamento delle diocesi”, “argomento datato e attuale ma trascurato”. “Concluderlo al più presto”

“Riduzione e accorpamento delle diocesi”. È il terzo compito assegnato ai vescovi, come spunto della riflessione e del dialogo che si è tenuto subito dopo a porte chiuse, nel discorso pronunciato a braccio dal Papa per l’apertura dell’Assemblea della Cei in Vaticano. “Non è facile”, ha ammesso Francesco: “L’anno scorso stavamo per accorparne una, ma sono venute delle persone a dirmi: ‘Ma padre, come si fa? L’università è andata via, hanno chiuso una scuola, non c’è il sindaco ma un delegato, e adesso anche voi… Che rimanga il vescovo, soffrono!'”. “Ma credo che ci sia qualche diocesi che si può accorpare”, la proposta del Papa, che ha ricordato che il 23 maggio del 2013, nel suo primo discorso ai vescovi italiani dopo l’elezione al soglio pontificio, aveva già sollevato la questione della riduzione delle diocesi italiane. “Un’esigenza pastorale studiata e approfondita più volte”, ha sottolineato Francesco: “Paolo VI, nel 1964, parlava di un eccessivo numero di diocesi”, e il 23 giugno del 1966, in occasione dell’Assemblea della Cei, aveva definito “necessario ritoccare confini di alcune diocesi, ma più che altro procedere alla fusione di non poche diocesi”. “Anche la Congregazione dei vescovi, nel 2016 – ma io nel 2013 – ha chiesto alle Conferenze episcopali regionali di inviare un parere sul progetto di riordino delle diocesi alla Segreteria generale della Cei”, ha fatto notare ancora il Papa, definendo tale questione “un argomento datato e attuale, trascurato per molto tempo”. “Credo sia giunta l’ora di concluderlo al più presto”, l’invito. “Queste sono le mie tre preoccupazioni che ho voluto condividere con voi”, ha concluso il Papa: “Ora lascio a voi la parola e vi ringrazio per la parresia”, l’auspicio per il dibattito che è cominciato, a porte chiuse, subito dopo.

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