Terremoto Emilia: 148 edifici religiosi riaperti a sei anni dal sisma, altri 173 pronti per fine 2019

(da Bologna) Sono 122 gli edifici religiosi già restaurati e aperti che hanno beneficiato di finanziamenti pubblici a seguito del terremoto che nel maggio 2012 ha colpito parte dell’Emilia-Romagna. A questi vanno aggiunti i 26 ripristinati con risorse proprie dalle sei diocesi interessante. I dati sono stati resi noti oggi nel corso di una conferenza stampa a Bologna alla presenza dell’arcivescovo mons. Matteo Zuppi. Su 590 chiese danneggiate – per 393 milioni di euro complessivi di danni – 564 sono state inserite nel programma per ricevere finanziamenti pubblici che sono così suddivisi: 105 milioni di euro (202 edifici) per l’arcidiocesi di Bologna; 75 milioni (87 edifici) per l’arcidiocesi di Modena-Nonantola; 55 milioni (126) per l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio; 82 milioni (92) per la diocesi di Carpi; 34 milioni (75) per la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla; 2 milioni (8) per la diocesi di Ravenna-Cervia. Per 295 edifici sono già stati stanziati 192,5 milioni di euro di finanziamento pubblico più 12,5 milioni da assicurazione. Di questi 295 il 41,3% è già stato riaperto mentre il restante dovrebbe tornare fruibile entro il 2019. Nelle sei diocesi infatti ci sono 57 cantieri già avviati e 116 in fase di approvazione o di avvio. Ulteriori 60 milioni (per una novantina di interventi) sono stati deliberati dalla Regione e saranno disponibili dal prossimo anno.

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