Giovani: p. McDonnell (salesiano) ad assemblea Usg, “testimonianza dei religiosi più debole, bisogna leggere i segni dei tempi”

“Oggi è Dio che chiama meno persone o forse non è più frequente il fatto di non sentire la sua chiamata? Viviamo in un mondo secolarizzato e secolarizzante, da cui non è immune neanche la vita religiosa”. Lo ha detto il salesiano irlandese Eunan McDonnell ai partecipanti alla 90ª assemblea semestrale dell’Unione dei superiori generali (Usg) in corso ad Ariccia. I superiori generali presenti (un centinaio) sono chiamati a riflettere e confrontarsi sui giovani, anche in vista del Sinodo dei vescovi del prossimo ottobre. “Come Gesù che vede Zaccheo e cambia il programma della sua giornata, così anche i religiosi impegnati nella pastorale giovanile sono chiamati a mettere da parte i loro programmi per poter rispondere in maniera convinta alle necessità dei giovani”, ha aggiunto. Il salesiano ha invitato a ricordare “quante volte oggi le esperienze formative di tanti giovani sul piano religioso non sono solo inconsistenti, ma addirittura inesistenti”. “I consacrati per primi dovrebbero allora interrogare se stessi se, anche nella formazione di un giovane religioso, una pseudo spiritualità non prenda spesso il posto della spiritualità evangelica vera e propria”. Così McDonnell ha posto l’esempio di quanto accade negli Stati Uniti . “Tra gli adolescenti statunitensi, ad esempio, le vere e proprie religioni dominanti sono quelle del ‘sentirsi bene, essere felici, sicuri, in pace’. Non è forse il frutto, questo, del fatto di aver offerto ai giovani una ‘teologia a buon mercato?”. Il salesiano ha osservato poi come “l’eclissi di Dio nella vita di tanti giovani oggi potrebbe essere la conseguenza anche di una sempre più debole testimonianza dei religiosi”. “Non basta aiutare i giovani a individuare le ispirazioni di Dio – ha concluso –. Bisogna anche saper leggere i segni dei tempi in cui si muove lo Spirito oggi”.

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