Homo Cyborg: Allegra (Univ. Stranieri Perugia), postumano e transumano sono “radicale alterazione” del concetto di uomo

Postumano e transumano sono termini pervasivi, utilizzati spesso in maniera generica e talvolta imprecisa ma coerenti nel significato di base. Ne parla Antonio Allegra, docente di storia della filosofia presso l’Università per Stranieri di Perugia, intervenuto al convegno “Homo Cyborg. Il futuro dell’uomo, tra tecnoscienza, intelligenza artificiale e nuovo umanesimo” che si è e aperto questa mattina a Roma per iniziativa dell’associazione Scienza & Vita. Le due categorie, spiega, alludono “ad una trasformazione epocale, a un passaggio verso una condizione che non è solo un’altra variazione sul tema dell’umano, ma la sua radicale alterazione. Che l’uomo sia destinato a un tramonto, che i segni di questo siano già incipienti, che questo passaggio vada non temuto o esorcizzato ma auspicato e preparato: queste sono alcune delle tesi caratteristiche”. Un tema “teoricamente ed eticamente cruciale perché riguarda l’immagine che abbiamo e proponiamo dell’uomo”. Per i transumanisti “la dimensione caduca e finita dell’uomo è non tanto da sanare, ma da ripensare in senso assoluto” per rendere l’uomo “immune alla sua stessa finitezza, in ultima analisi alla morte stessa. Il salto di qualità è affidato alla tecnica”. Per questo il transumanesimo appare come “una potente ideologia tecnocratica”. Per la trasformazione postumana, d’altra parte, “l’obiettivo è la completa fusione entro il flusso della vita onnicomprensiva, che si esprime nella potenza inarrestabile dell’evoluzione. Appare chiaro come in questo modo – conclude Allegra – non conti più la singola vita della persona, con il risultato di una dissacrazione acritica della soggettività umana”.

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