Homo Cyborg: Coviello (genetista), gene editing su Dna embrionale “pone serie questioni umane ed etiche”

Con il termine “gene editing” s’intende la possibilità di modificare e correggere le parole che si trovano all’interno del libretto d’istruzioni di ogni organismo vivente: il Dna e la tecnica che “riscrive” il Dna di qualsiasi organismo e che sta rivoluzionando il mondo scientifico “ha un nome che ricorda i cereali in scatola (Crispr-Cas9) ed è il procedimento d’ingegneria genetica che permette di tagliare e incollare il Dna in modo specifico”. A spiegarlo, al convegno di Scienza & Vita “Homo Cyborg. Il futuro dell’uomo, tra tecnoscienza, intelligenza artificiale e nuovo umanesimo”, è Domenico Coviello, direttore Laboratorio di genetica umana, E.O. Ospedali Galliera di Genova. “Non conosciamo ancora completamente le capacità di questa tecnologia, ma ci sono i presupposti che questa possa essere anche utilizzata ai fini di controllo e pianificazione della specie”, il suo monito. Secondo il genetista, infatti, la potenziale portata di questa sperimentazione, con la capacità d’intervento anche sul Dna embrionale, unita ai recentissimi sviluppi tecnologici nel settore della fecondazione in vitro e della clonazione, “inevitabilmente fa sorgere anche delle questioni di carattere etico”. Per questo, Scienza & Vita “vuole proporre un dibattito pubblico come base di confronto e approfondimento comune per una maggiore presa di coscienza della prospettiva trans/post-umanista e approfondire quella riflessione antropologica utile valutare come l’innovazione tecnologica possa garantire uno sviluppo umano autentico, tutelando la dignità umana ed una oggettiva ricerca del bene comune”.

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