Homo Cyborg: Fumagalli (Univ. Cattolica), cinema è “laboratorio culturale avanzato. Porta alla ribalta questioni etiche e scientifiche”

Da molti anni il cinema – basti pensare a titoli come Blade Runner, Terminator, Gattaca, A.I., Minority Report, solo per citare alcuni fra i più famosi – si occupa di esplorare i territori di confine fra l’enhancement delle possibilità umane attraverso la tecnologia e la creazione di robot sempre più perfetti che simulano – o addirittura aspirano – all’umanità. Ad affrontare il tema è Armando Fumagalli, ordinario di teoria dei linguaggi all’Università Cattolica di Milano, nel suo intervento alla tavola rotonda “Transumanesimo, postumanesimo e nuovo umanesimo” in corso nella prima sessione del XVI convegno annuale promosso oggi a Roma dall’associazione Scienza & Vita. Tema dell’appuntamento “Homo Cyborg. Il futuro dell’uomo, tra tecnoscienza, intelligenza artificiale e nuovo umanesimo”. Secondo l’esperto, il cinema “è spesso favorevole alla difesa dell’umano, e spesso addirittura portato a ‘umanizzare’ anche e addirittura i robot: si veda il caso di Wall-E)”. Di solito per il cinema “la fantascienza è occasione di riflessione su due grandi temi: che cosa è umano e che cosa no, e quali sono le regole fondamentali di organizzazione di una società”. Il cinema (o oggi anche le serie tv), spiega l’esperto, svolge nelle nostre società un ruolo di “laboratorio culturale avanzato”. Importante, per realtà come Scienza & Vita e per tutte le associazioni culturali che vi ruotano attorno, avere una presenza significativa nel mondo dei media, “luogo dove vengono inquadrate culturalmente e portate alla grande platea nazionale e internazionale le questioni etiche e scientifiche contemporanee”.

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