Notizie Sir del giorno: Papa su famiglia, Bassetti su nuovo umanesimo, privacy e dati personali, Nicaragua, progetti Caritas, sanità in Italia, bambini scomparsi

Papa Francesco: “la buona salute della famiglia è decisiva per il futuro del mondo e della Chiesa”, “la fede, l’amore, il fare il bene si imparano nel dialetto della famiglia”

“La famiglia è la prima comunità dove si insegna e si impara ad amare. Ed è l’ambito privilegiato in cui si insegna e si impara anche la fede, si impara a compiere il bene”. Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo oggi in udienza i dirigenti e il personale della Questura di Roma e della Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con i loro familiari. Presenti in Aula Paolo VI anche i familiari delle vittime del terrorismo e dei caduti nell’adempimento del loro dovere. “La buona salute della famiglia è decisiva per il futuro del mondo e della Chiesa, considerando le molteplici sfide e difficoltà che oggi si presentano nella vita di ogni giorno”, ha affermato Francesco, secondo il quale “quando si incontra una realtà amara, quando si fa sentire il dolore, quando irrompe l’esperienza del male o della violenza, è nella famiglia, nella sua comunione di vita e di amore che tutto può essere compreso e superato”. “La fede, l’amore, il fare il bene soltanto si imparano in dialetto, il dialetto della famiglia, in un’altra lingua non si conoscono”, ha aggiunto a braccio. “La famiglia stessa, come ogni realtà umana, è segnata dalla sofferenza”, ha ricordato il Papa citando le “tante pagine della Bibbia” che lo attestano. (clicca qui)

Homo Cyborg: card. Bassetti, “la nuova questione sociale ci impone la sfida del nuovo umanesimo”

“Il nuovo umanesimo” è “una grande sfida, non solo per la Chiesa, ma per l’umanità intera”. Ne è convinto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che questa mattina ha inaugurato a Roma il XVI convegno annuale promosso dall’associazione Scienza & Vita sul tema “Homo Cyborg. Il futuro dell’uomo, tra tecnoscienza, intelligenza artificiale e nuovo umanesimo”. Nel mondo contemporaneo, osserva il cardinale, “è ormai emersa una nuova questione sociale che investe la sfera economica e quella antropologica, la dimensione culturale e quella politica, i cui riflessi si fanno sentire profondamente anche in ambito religioso”. Ed è proprio “la consapevolezza di questa nuova questione sociale che ci impone la sfida del nuovo umanesimo. Una questione sociale che tende ad interpretare e a vedere in modo unitario la crisi antropologica e quella economica, la crisi ambientale e quella politico-culturale”. Di fronte al rischio di un “nuovo Adamo tecnologico” occorre, come ha in più occasioni affermato il Papa, “un nuovo umanesimo europeo vicino agli ultimi”. Un umanesimo, conclude Bassetti, “non di facciata”, ma “estremamente concreto, che si proponga di umanizzare la tecnica, rendendola al servizio dell’uomo, e di custodire la vita umana in ogni istante dell’esistenza”. (clicca qui)

Protezione dati: Bruxelles, presentato il nuovo Regolamento europeo. Jelinek (Edpb), “restituisce agli individui il controllo”

“È un onore per me sedere qui come nuova presidente eletta del Comitato europeo per la protezione dei dati (Edpb)”. A presentarsi così in conferenza stampa stamane a Bruxelles è stata Andrea Jelinek, presidente di questo organismo “nuovo, indipendente”, formato dalle 28 autorità per la protezione dei dati (Dpa). Lavorerà in modo “coeso, trasparente, cooperativo” per verificare che i Paesi Ue si allineino alle norme del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati personali. Questo organismo farà affidamento sul lavoro già fatto dal “gruppo di lavoro Articolo29” e metterà insieme i “28 cervelli” per cercare le migliori soluzioni sulla protezione dei dati in Europa. Il nuovo regolamento, ha spiegato Jelinek “restituisce agli individui il controllo dei loro dati personali”, che è un diritto fondamentale, ma allo stesso tempo offre anche alle imprese l’opportunità di “offrire protezione ai loro clienti o fruitori”. Compito del nuovo Comitato è di “garantire questo equilibrio”. Con questa istituzione, ha evidenziato infine Jelinek, l’Ue segna la rotta in un contesto globalmente favorevole alla implementazione della protezione dei dati. (clicca qui)

Nicaragua: torna la tensione dopo che i vescovi hanno deciso la sospensione del tavolo di dialogo

È tornata ad essere densa di preoccupazioni la situazione in Nicaragua, dove la Conferenza episcopale mercoledì si è vista “costretta” a sospendere, dopo un incontro introduttivo e tre sessioni, il tavolo plenario del Dialogo nazionale, che ha visto la partecipazione, nel Seminario di Nostra Signora di Fatima di Managua, sia del presidente Daniel Ortega, sia dei rappresentanti della società civile, degli studenti e della Chiesa nicaraguense. Quest’ultima aveva accettato il compito di mediatrice e osservatrice. Tuttavia, la proposta presentata da imprenditori, studenti e agricoltori (“Alleanza civica per la democrazia”) mercoledì scorso, che prevedeva un’indagine internazionale sulle repressioni delle scorse settimane e un’effettiva svolta democratica per il Paese, sancita da nuova Costituzione e nuove elezioni, non è stata accettata da Ortega che ha parlato addirittura di “colpo di Stato”. La Chiesa nicaraguense ha suggerito “la formazione di una Commissione mista di sei persone, tre per ciascuna parte, con l’obiettivo di trovare un consenso e superare l’impasse”. Se così accadesse, la Conferenza episcopale sarebbe pronta a riattivare il tavolo e a riprendere il servizio di mediazione. Ieri molti cittadini, soprattutto giovani e studenti, sono tornati a riversarsi sulle strade della capitale. Nella città di Leon, un giovane è stato ucciso con una pallottola alla testa; secondo fonti ecclesiali in contatto con il Sir, una parrocchia ha ricevuto minacce d’incendio e un gruppo di 11 giovani, che cercavano di soccorrere i feriti, sono stati fermati dalla Polizia. Oggi a Managua la marcia promossa dalle religiose e dalle scuole cattoliche del Paese per manifestare appoggio alla Conferenze episcopale e in particolare a mons. Silvio José Báez, vescovo ausiliare di Managua, fatto oggetto di minacce nei giorni scorsi. (clicca qui)

Caritas italiana: oltre 52 milioni di euro spesi nel 2017 per progetti in Italia e nel mondo

52 milioni e 488 mila euro impiegati nel 2017, di cui 39 milioni e 300mila per progetti e attività in Italia e 9 milioni e 800 mila nel mondo. 1 milione di beni e servizi materiali (viveri, vestiario, prodotti per l’igiene personale, buoni pasto) erogati dai Centri di ascolto della rete Ospoweb. 470 mense socio-assistenziali ecclesiali. 484 servizi ecclesiali o di ispirazione cristiana che svolgono attività di doposcuola. 80 Paesi del mondo in cui si è intervenuti con progetti di emergenza o sviluppo. 213 microprogetti finanziati in 24 Paesi, per un importo pari a 1 milione di euro. Sono alcune cifre del Rapporto annuale 2017 di Caritas italiana, diffuso oggi. Al centro dell’impegno Caritas nel 2017 c’è stato lo “sviluppo umano integrale”, nell’anno che ha visto la riconferma del mandato del direttore don Francesco Soddu e il varo del Piano strategico 2018-2022. In Italia la Caritas ha continuato a sostenere le popolazioni colpite dal terremoto del 2016, ha continuato a operare insieme all’Alleanza contro la povertà per l’attuazione del Reddito di inclusione ed è stata impegnata sul fronte dell’accoglienza dopo la firma da parte della Cei del Protocollo di intesa per l’apertura di nuovi corridoi umanitari per consentire l’arrivo in Italia di 500 profughi. Sul versante europeo e internazionale sono stati pubblicati 10 nuovi Dossier con dati e testimonianze, mentre continua l’impegno in risposta alla guerra in Siria e per affrontare le varie emergenze, a partire dalla cronica carestia in Africa. (clicca qui)

Sanità: Censis, l’85% degli italiani vuole scegliere medico e ospedale di fiducia. Tra 2008 e 2016 ricoveri diminuiti del 25,6%”

L’85% degli italiani giudica importante poter scegliere nel Servizio sanitario il professionista e la struttura di cui si fidano, senza distinguere tra pubblico o privato. Lo segnala la ricerca “Il valore sociale dell’ospedalità privata nella sanità pluralista”, che è stata presentata oggi a Roma dal Censis, in collaborazione con Aiop. Solo per il 15% non è importante. Per il 50% dei cittadini è “molto importante” perché “la scelta di una persona o servizio di cui ci si fida facilita le cure”. Per il 35% è importante perché “la libertà di scelta è un valore in sé anche in sanità”. Tra i contrari, il 9% vuole solo strutture pubbliche nel Servizio sanitario e appena il 6% pensa che gli ospedali pubblici siano sempre e comunque migliori. La ricerca segnala anche che “troppi tagli agli ospedali hanno fatto male agli italiani. Tra il 2008 e il 2016 il tasso di ospedalizzazione è crollato da 192,8 a 140,9 per 1.000 abitanti, i ricoveri sono diminuiti del 25,6%, e tra il 2011 e il 2015 le giornate di degenza si sono ridotte del 10%”. Secondo l’analisi, questo è l’esito della normativa che ha imposto 2,7 posti letto ospedalieri per 1.000 abitanti, quando la media dei Paesi europei è di 4 posti letto per 1.000 abitanti. (clicca qui)

Bambini scomparsi: Telefono Azzurro, in Italia ne sparisce 1 ogni 2 giorni. Il 64,5% sono migranti soli

In Italia ne sparisce 1 ogni 48 ore, 4 su 5 non vengono più ritrovati. Il 64,5% delle segnalazioni riguardano minori non accompagnati, giunti in Italia per sfuggire a povertà, guerra e situazioni emergenziali. La fuga da casa, ovvero i casi di minori e adolescenti fuggiti da contesti familiari caratterizzati da abuso e violenza, ha un’incidenza del 12,4% e rappresenta la seconda causa di sparizione. È l’allarme lanciato oggi da Sos Il Telefono Azzurro onlus, presentando i dati relativi al numero unico europeo 116.000, in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi. In Italia avvengono oltre 3 segnalazioni di scomparsa a settimana. Dei 177 casi gestiti da Sos Il Telefono Azzurro onlus nel 2017 solo il 16,9% si è risolto positivamente, ciò significa che circa 147 minori nell’ultimo anno sono stati uccisi o coinvolti nei circuiti di sfruttamento sessuale e di lavoro minorile. Dal report presentato oggi risulta che il 2017 è stato uno degli anni più drammatici, con 3,5 denunce a settimana (il primato fu raggiunto nel 2016, con il tragico bilancio di 4,5 scomparse ogni 7 giorni). A livello territoriale il Lazio è la Regione più problematica visto che da sola raggiunge quasi un quarto del totale dei casi (23,3%). In base ai dati forniti da Europol, ogni anno almeno 10mila minori stranieri non accompagnati scompaiono, invece, in Europa a poche ore dal loro arrivo, e di questi pochissimi vengono ritrovati. (clicca qui)

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