Papa Francesco: alla Questura di Roma, Chiesa deve “stare vicina alle famiglie, soprattutto quelle in crisi”. “Non perdere mai la tenerezza”

“Sull’esempio di Gesù, anche la Chiesa, nel suo cammino quotidiano, conosce le ansie e le tensioni delle famiglie, i conflitti generazionali, le violenze domestiche, le difficoltà economiche, la precarietà del lavoro”. Lo ha assicurato il Papa, ricevendo in udienza in udienza in Aula Paolo VI i dirigenti e il personale della Questura di Roma. “Stare vicina alle famiglie, come compagna di viaggio, soprattutto per quelle che attraversano qualche crisi o vivono qualche dolore, e anche per indicare la meta finale, dove la morte e il dolore scompariranno per sempre”, il compito affidato alla Chiesa. “Sulla strada della vita Gesù non ci abbandona mai”, ha garantito Francesco: “Egli segue e accompagna con misericordia tutti gli esseri umani; in modo particolare le famiglie, che santifica nell’amore. La sua presenza si manifesta attraverso la tenerezza, le carezze, l’abbraccio di una mamma, di un padre, di un figlio. La famiglia è il luogo della tenerezza. Per questo nelle Scritture Dio si mostra padre ma anche madre che accudisce e si china nel gesto di allattare e di dare da mangiare”. “Per favore, non perdere la tenerezza”, l’appello a braccio: “Quest’epoca manca di tenerezza, e la famiglia può aiutarci a ritrovarla”. “La Chiesa, come madre premurosa, ci insegna a rimanere saldi in Dio, quel Dio che ci ama e ci sostiene”, l’invito: “A partire da questa esperienza interiore fondamentale è possibile arrivare a sostenere tutte le contrarietà e le vicissitudini della vita, le aggressioni del mondo, le infedeltà e i difetti nostri e degli altri. È solo partendo da tale solida esperienza interiore che possiamo essere santi nella perseveranza del bene, che con la grazia di Dio vince ogni male”. “Anche la fede si tramanda in famiglia”, ha sottolineato il Papa: “Qui si impara a pregare: la preghiera umile, semplice e al tempo stesso aperta alla speranza, accompagnata dalla gioia, quella vera, che viene da un’armonia profonda tra le persone, dalla bellezza di essere insieme e sostenerci a vicenda nel cammino della vita, pur consapevoli di tutti i nostri limiti”. “L’epoca in cui viviamo è percorsa da profondi mutamenti”, ha detto Francesco rivolgendosi ai poliziotti: “Lo sperimentate continuamente nel vostro lavoro, sia nelle indagini sia sulle strade, specialmente in una città come Roma. E l’esperienza familiare vi aiuta anche in questo, perché vi dà equilibrio umano, saggezza, valori di riferimento. Una buona famiglia trasmette anche i valori civili, educa a sentirsi parte del corpo sociale, a comportarsi da cittadini leali e onesti. Una nazione non può reggersi se le famiglie non adempiono questo compito. La prima educazione civica si riceve anche in dialetto, nella famiglia”.

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