Sanità: Gemelli-Iss, nel pomeriggio workshop su “Come organizzare l’assistenza del paziente per percorsi di cura?”

“Come organizzare l’assistenza del paziente per percorsi di cura?”. A questa domanda cercherà di dare risposte, oggi pomeriggio, il workshop organizzato dalla Fondazione Gemelli in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss) che si terrà dalle 15.30 presso l’aula Bovet dell’Iss a Roma. “Ridurre la variabilità di trattamenti e di esiti delle cure tra i diversi pazienti che ‘condividono’ un analogo problema di salute – si legge in una nota è uno dei principali obiettivi dei percorsi clinici assistenziali introdotti presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs”. A discutere di aspetti cruciali per la “patient centered care” (Pca) saranno rappresentanti di Istituzioni, associazioni di pazienti, manager sanitari, imprenditori e medici. Durante l’incontro sarà anche presentato il volume “Come organizzare l’assistenza del paziente per percorsi di cura. L’esperienza della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli” (Vita & Pensiero) scritto da Antonio Giulio de Belvis e Sabina Bucci.
“L’idea di fondo dei Pca – sottolinea Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione Gemelli – consiste nel progettare un sistema di cure che consenta di migliorare continuamente le modalità con le quali è gestito il soggetto fondamentale di riferimento in sanità, il paziente. Se questo avviene, ci dicono le migliori esperienze finora attuate, e questo si è verificato anche da noi, necessariamente migliorano esiti, efficienza e appropriatezza, i pazienti e i loro familiari sentono ed apprezzano tale differenza ed i nostri professionisti lavorano meglio”. “Promuovere la gestione per Pca è ancora più urgente nella prospettiva della Value based healthcare – dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’Iss – per passare dalla logica delle prestazioni a quella dei concreti risultati di salute per il paziente, confrontati con l’impatto economico da sostenere per raggiungere tali risultati. In questo modo si genera valore per il paziente, ma più in generale per il Servizio sanitario nazionale”.

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