Beni culturali ecclesiastici: accordo Google-Cei per pubblicare contenuti diocesi e istituti culturali su “Google Arts & Culture”

foto SIR/Marco Calvarese

Google ha siglato un accordo con la Cei in base al quale dà alla Cei, tramite l’Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto, la possibilità di interagire con il suo portale Google Arts & Culture. Il portale, lanciato il 1° febbraio 2011, è una raccolta online di immagini in alta risoluzione di opere d’arte esposte in vari musei in tutto il mondo e consente una visita virtuale delle gallerie in cui esse sono esposte. “L’accordo – spiega al Sir Daniele Busolini del suddetto Uffico Cei, a margine del convegno sui beni ecclesiastici in corso a Roma – sarà successivamente sottoscritto da Google con ogni singolo fruitore (diocesi o istituto culturale) e prevede la possibilità di pubblicarne i contenuti, sia in forma di immagini che di contenuti scientifici, nel suo portale”. “Sono contenuti di Google – precisa Busolini -: cioè Google mette a disposizione la tecnologia, avanzatissima perché si tratta di foto in altissima risoluzione, Street View, riprese 3D, per rendere fruibili nel suo portale quelli che sono i nostri contenuti, rimanendone lui proprietario. L’aspetto positivo dell’intesa è la straordinaria visibilità che ha il portale già supportato da più di 100 istituti culturali nel mondo”. L’accordo preliminare è già attivo, “ma ci sono accordi in via di definizione perché l’istituto culturale che si presenta per immettere i propri contenuti nel portale deve essere in possesso di alcuni requisiti minimi. L’accordo è quindi tra Google e singolo istituto e dipende da quello che verrà pubblicato e dalle modalità della pubblicazione”. Quale il ruolo della Cei e chi ha sottoscritto l’accordo? “Noi abbiamo solamente un ruolo di collegamento, di ponte tra Google ed istituti culturali. Proponiamo questa possibilità alle diocesi o agli istituti culturali; se sono interessati entrerà in scena Google. La Cei potrebbe fare da garante e coordinatore tra i vari istituti. A siglare l’accordo con il nostro Ufficio è stata la Segreteria generale”.

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