Beni culturali ecclesiastici: don Pennasso, “al centro persona e comunità valorizzando relazione di rete”. Siglato accordo con Google

foto SIR/Marco Calvarese

“Sarà sempre più centrale il passaggio dalla richiesta di contributi – che avrà una nuova veste grafica – alla riflessione sul ‘perché lo fai’, su motivazioni e obiettivi del progetto”. Il tutto nella prospettiva di una “migliore integrazione tra le realtà culturali e pastorali nella logica di una maggiore valorizzazione del patrimonio materiale e comunitario che è generatore di valore”. A proporre un’analisi degli elementi essenziali per la progettazione culturale e la valorizzazione dei beni dal punto di vista ecclesiale è don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, introducendo questa mattina a Roma i lavori del convegno “Progettazione – Valorizzazione – Terzo settore. La valorizzazione degli istituti culturali e del patrimonio ecclesiale, volontariato e Terzo settore, potenzialità e prospettive”, promosso dallo stesso Ufficio, destinato ai responsabili di uffici diocesani, musei, archivi e biblioteche ma aperto anche alle associazioni di volontariato che operano in questo settore e collaborano con gli istituti culturali della Chiesa. Occorre partire dal “valore delle cose” sottolineato da Papa Francesco nella Laudato si’, spiega Pennasso, e al centro occorre sempre mettere la persona e la comunità. “Sappiamo sempre cosa e come fare – osserva – ma talvolta non riusciamo ad esprimere il destinatario delle nostre azioni”. Nella gestione del patrimonio, “bene in grado di riattivare le dinamiche comunitarie ed ecclesiali”, è importante valorizzare la “relazione di rete e gli strumenti dell’arte e della cultura sono i gangli in grado di attivare questa rete”, a condizione che sia “accessibile per tutti” all’interno di una “formazione completa” e di una “pastorale integrata”. A conclusione del suo intervento don Pennasso annuncia che nel corso dei lavori verrà illustrato l’accordo appena siglato con Google per “un utilizzo delle loro risorse e tecnologie”.

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