Beni culturali ecclesiastici: don Tamponi (Sardegna), intesa pilota Sistema museale Tempio-Ampurias e Polo Mibact preludio accordo con lo Smes in via di costituzione

foto SIR/Marco Calvarese

Il 7 giugno 2017 è stata siglata un’intesa tra il Sistema museale integrato diocesi di Tempio-Ampurias “Museum” e il Polo museale della Sardegna del Mibact. L’accordo è stato fondato sulla normativa nazionale e sull’intesa tra Mibact e Cei. A renderlo noto è don Pietro Francesco Tamponi (Regione ecclesiastica Sardegna) al convegno sui beni culturali ecclesiastici promosso oggi a Roma dalla Cei. “Le prerogative del direttore del Polo museale regionale, che ha il compito di promuovere sistemi integrati, comprendenti istituti e luoghi della cultura pubblici e privati, mediante stipula di appositi convenzioni su base regionale e sub-regionale, hanno permesso di aprire un dialogo fattivo con la diocesi di Tempio-Ampurias, concretizzato in un documento pilota di collaborazione che in prospettiva si vorrebbe estendere alle altre diocesi sarde”. I termini del documento prevedono da una parte l’istituzione di un tavolo tecnico paritetico per concordare programmi annuali e iniziative comuni; dall’altra la creazione e l’utilizzo di sistemi condivisi di gestione degli accessi, quali il biglietto integrato e la card museale che permettano l’accesso nelle rispettive sedi museali.
L’intesa pilota, siglata tra diocesi di Tempio-Ampurias e Polo museale della Sardegna Mibact, “è preludio a un ulteriore accordo da estendersi al più ampio livello regionale tra lo stesso istituto ministeriale e l’istituendo Sistema museale ecclesiastico sardo (Smes)”. Quest’ultimo, allo stato attuale, è sottoposto all’attenzione della Conferenza episcopale sarda per la discussione delle caratteristiche morfologiche e per l’eventuale approvazione nella prossima seduta del prossimo giugno. “La proposta – spiega don Tamponi – prevede che le funzioni della rete, formata dai dieci Musei diocesani sardi, consistano nel programmare e coordinare attività di promozione e valorizzazione dei musei aderenti alla rete; programmare su larga scala l’applicazione degli standard di qualità; realizzare le economie necessarie per raggiungere questi obiettivi”. Lo strumento individuato per realizzare questi scopi sarà un comitato scientifico nominato dai vescovi sardi.

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