Paolo VI: card. Parolin, “Chiesa esperta in umanità che esce da se stessa per incontrare il mondo”

(Milano) “Vangelo e pace sono due termini inscindibilmente legati tra loro” nel ministero montiniano. Il card. Parolin, nella sua relazione al convegno milanese, ha richiamato le diverse “stagioni” dell’impegno di Paolo VI nel declinare il “vangelo della pace”, a partire dal suo ruolo nella Segreteria di Stato vaticana fino alla elezione al soglio pontificio, quindi al Concilio e nella prima fase di attuazione del dettato conciliare. In tal senso quella di Giovanni Battista Montini è una Chiesa che “esce da se stessa per incontrare la storia”, “esperta in umanità”, che “indica la centralità dell’uomo e della pace”. Secondo il card. Parolin, Montini intuì il processo di globalizzazione, un “mondo sempre più complesso” che esige il ruolo dei “costruttori di pace”, la “collaborazione tra le nazioni” e il “dialogo tra le fedi”. Montini pontefice che porta a compimento il Concilio, che inaugura i viaggi nel mondo a partire da Gerusalemme, che visita le Nazioni Unite e sottolinea il valore della “pace come unica vera linea dell’umano progresso”. Paolo VI “allarga lo sguardo e il cuore a tutti gli angoli del mondo”, istituisce la Giornata mondiale della pace, riforma in questa stessa direzione la diplomazia vaticana e scrive la “Populorum progressio” dello “sviluppo nuovo nome della pace”. Il dialogo interreligioso, l’ecumenismo, la difesa della dignità della vita, i richiami alla giustizia sociale e internazionale sono, per Parolin, ulteriori elementi del magistero montiniano che “ha saputo infine portare al mondo parole di speranza cristiana e di umano ottimismo”.

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