Diocesi: mons. Semeraro (Albano), “il discernimento contro l’accidia e per passare dalle intenzioni ai fatti”

“Penso sia opportuno tornare a riflettere sul discernimento, ma questa volta in rapporto a noi stessi e alla nostra vita sacerdotale”. Lo scrive il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, nella lettera pastorale dal titolo “In te la sorgente della vita”, che consegnerà oggi ai sacerdoti. Il presule cita l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Gaudete et exsultate” per sottolineare “lo stretto legame tra discernimento e vocazione alla santità”. Poi, un riferimento al “male oscuro dei nostri tempi”, cioè l’accidia. “Questo male non risparmia nessuno. Un sintomo speciale della sua presenza nella vita di noi sacerdoti è il cominciare a ‘girare a vuoto’, magari disperdendoci in mille cose da fare assunte come alibi per abitare sempre altrove e mai con se stessi, dove invece Dio abita”. Anche in questo caso la via indicata è quella del discernimento: “Dare respiro alla propria giornata mediante il ritmo del tempo assegnato alla preghiera, al lavoro, alla distensione; con la giusta alternanza fra il movimento e la stasi, con l’intercalarsi di parola e silenzio”. Mons. Semeraro indica un altro insegnamento di Papa Francesco: “Il processo di discernimento aiuta a passare dalle intenzioni ai fatti; oppure dal dire al fare”. In concreto, “il discernimento è quell’occhio interiore che, poco a poco, mi permette di osservare la realtà e di valutarla sotto la prospettiva dello Spirito”.

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