Usa: delegazione di vescovi al confine con il Messico

(da New York) Una delegazione di vescovi statunitensi, guidata dal presidente della Conferenza episcopale Daniel DiNardo, si recherà il 2 luglio al confine tra Stati Uniti e Messico, nella diocesi di Brownsville, all’estremità meridionale del Texas. Non ci sono ancora dettagli sul programma e sui nomi che costituiranno la delegazione, ma al termine della visita il cardinale ha annunciato una conferenza stampa nella basilica di Nostra Signora di San Juan del Valle, a San Juan, in Texas, “per offrire delle riflessioni sugli impegni della comunità cattolica, dei funzionari del governo americano e delle organizzazioni caritative di Rio Grande Valley, sulla questione della separazione delle famiglie al confine”. L’idea iniziale della visita era stata proposta dal cardinale di Newark, Joseph Tobin, durante l’incontro estivo della Conferenza episcopale, lo scorso 14 giugno in Florida, ed era stata caldamente appoggiata da vari presuli. In quell’occasione il cardinale Tobin aveva parlato di “cardiosclerosi e indurimento del cuore”, riferendosi alla politica di tolleranza zero dettata dal procuratore generale Jeff Session che in poche settimane aveva portato all’allontanamento e alla dispersione in strutture di accoglienza di oltre 2.300 bambini, i cui genitori sono accusati di aver voluto varcare illegalmente la frontiera Usa. I vescovi e le comunità religiose hanno preso una posizione chiara e a metà giugno proprio un gruppo di vescovi della diocesi di san Diego ha celebrato una messa al confine con il Messico. Nonostante la firma di un decreto presidenziale che dal 20 giugno impedisce la separazione delle famiglie, le politiche migratorie dell’amministrazione Trump rimangono un tema caldo: giovedì circa 600 donne sono state arrestate mentre contestavano le ultime scelte in materia, tra le fermate anche l’attrice Susan Sarandon.

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